Trattenimento in servizio oltre l'età pensionabile: per il CNDDU serve chiarezza dal Ministero

Il CNDDU chiede istruzioni urgenti sul trattenimento in servizio dei docenti fino a 70 anni dopo la sentenza del Tribunale di Brescia.

A cura di Redazione Redazione
14 aprile 2026 19:45
Trattenimento in servizio oltre l'età pensionabile: per il CNDDU serve chiarezza dal Ministero - Romano Pesavento
Romano Pesavento
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Il CNDDU richiama l'attenzione sul trattenimento in servizio dei docenti dopo le novità della Legge di Bilancio 2025. Serve un intervento del Ministero per evitare disparità e garantire la certezza del diritto in merito alla permanenza lavorativa fino ai 70 anni.

Trattenimento in servizio del personale docente oltre i limiti anagrafici: necessità di un intervento chiarificatore del Ministero dell’Istruzione e del Merito

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) intende richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla rilevanza giuridica e sistemica della recente ordinanza del Tribunale del Lavoro di Brescia, con la quale è stato annullato un provvedimento di collocamento a riposo d’ufficio al compimento del sessantasettesimo anno di età nei confronti di un docente della scuola secondaria di secondo grado, riconoscendo la necessità di una valutazione in ordine alla possibilità di trattenimento in servizio sino al limite massimo dei settant’anni, alla luce delle disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio 2025.

Tale pronuncia si inserisce in un quadro normativo in evoluzione e appare idonea a incidere in maniera significativa sull’interpretazione delle disposizioni vigenti in materia di cessazione dal servizio nel comparto scolastico, ponendo in discussione l’automatismo del pensionamento fondato esclusivamente sul dato anagrafico. Ne deriva una evidente esigenza di chiarimento, atteso che l’assenza di indicazioni applicative univoche rischia di determinare prassi amministrative disomogenee e, conseguentemente, situazioni di disparità di trattamento tra il personale docente.

Il CNDDU segnala di aver ricevuto numerose e circostanziate comunicazioni da parte di docenti operanti in diverse istituzioni scolastiche del territorio nazionale, i quali rappresentano uno stato diffuso di incertezza in ordine alla possibilità di permanenza in servizio oltre il limite ordinamentale dei sessantasette anni, nonché difficoltà interpretative da parte delle amministrazioni scolastiche nella gestione delle relative istanze. Tale situazione, oltre a compromettere la certezza del diritto, espone l’Amministrazione al concreto rischio di un incremento del contenzioso, con inevitabili ricadute sul piano organizzativo e finanziario.

Sotto il profilo dei principi, la questione assume un rilievo che travalica il dato meramente organizzativo, coinvolgendo direttamente i diritti fondamentali della persona-lavoratore, tra cui il diritto al lavoro, il principio di non discriminazione e la valorizzazione della dignità professionale. L’applicazione rigida di un limite anagrafico, in assenza di una valutazione individualizzata delle condizioni di idoneità e della persistente capacità professionale, potrebbe risultare non pienamente coerente con i principi di ragionevolezza e proporzionalità dell’azione amministrativa, oltre che con l’evoluzione normativa che riconosce alle pubbliche amministrazioni margini di flessibilità nella gestione del personale.

In tale prospettiva, appare altresì opportuno considerare il valore strategico rappresentato dall’esperienza maturata dai docenti con maggiore anzianità di servizio, il cui patrimonio di competenze e di relazioni educative costituisce una risorsa di indubbio rilievo per il sistema scolastico, anche in funzione di supporto e affiancamento alle nuove generazioni di insegnanti.

Alla luce di quanto esposto, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un pressante invito al Ministero dell’Istruzione e del Merito affinché intervenga con la massima tempestività mediante l’adozione di chiarimenti interpretativi ufficiali e indicazioni operative idonee a garantire un’applicazione uniforme della normativa vigente, prevenendo disparità di trattamento e riducendo il rischio di contenzioso. Un intervento in tal senso appare imprescindibile per assicurare certezza giuridica, coerenza dell’azione amministrativa e piena tutela dei diritti del personale docente, nel rispetto dei principi costituzionali e delle esigenze di buon andamento della pubblica amministrazione.

Il CNDDU auspica che l’attuale fase di incertezza possa tradursi in un’occasione di riflessione sistemica e di intervento regolatorio, volto a coniugare l’efficienza dell’organizzazione scolastica con la valorizzazione della professionalità docente, in una prospettiva coerente con i principi dei diritti umani e con le sfide che il sistema educativo è chiamato ad affrontare.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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