Treviso, aggressione ad un docente: genitori condannati e sanzionati
I genitori di un alunno sono stati sanzionati per aver colpito e minacciato un docente presso un istituto scolastico di Paese.
L'episodio di violenza contro un docente di una scuola media in provincia di Treviso si è concluso con una definitiva condanna pecuniaria per i responsabili. L'aggressione, scaturita da un banale rimprovero scolastico, evidenzia le crescenti tensioni tra famiglie e istituzioni educative e la necessità di tutelare il personale scolastico.
Dettagli dell'aggressione subita dal docente
I fatti risalgono al dicembre 2017, quando Giuseppe Falsone, allora insegnante presso la scuola media Casteller di Paese, è stato vittima di un attacco fisico e verbale. La disputa è iniziata a seguito di un provvedimento disciplinare nei confronti di uno studente che si era rifiutato di rispettare le regole della ricreazione.
Secondo le ricostruzioni processuali, i genitori e il fratello maggiore dell'alunno hanno fatto irruzione nei locali scolastici durante un colloquio tra il professore e la dirigente. Il clima è degenerato rapidamente in violenza:
Il figlio maggiore ha colpito il professore con una manata alla nuca.
Il padre ha sferrato uno schiaffo alla testa del professionista.
La madre ha rivolto gravi minacce di morte e intimidazioni personali.
A causa delle contusioni riportate, il docente ha ricevuto una prognosi medica di cinque giorni, riportando inoltre un profondo disagio psicologico che ha influito sulla sua motivazione professionale.
Le conseguenze legali e la condanna definitiva
L'iter giudiziario ha attraversato diversi gradi di giudizio, confermando la responsabilità penale dei coniugi residenti a Treviso. Il tribunale di Treviso, in sede di appello, ha sostanzialmente confermato il verdetto del Giudice di Pace, pur rimodulando leggermente la sanzione per il padre.
La sentenza finale stabilisce:
Una multa di 750 euro per il padre (46 anni), condannato per lesioni e minacce.
Una sanzione di 600 euro per la madre (47 anni) per il reato di minacce.
Il risarcimento dei danni in sede civile a favore della vittima.
Il pagamento integrale delle spese legali.
Il ricorso in Cassazione presentato dalla difesa è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva e chiudendo ufficialmente una vicenda che ha scosso la comunità scolastica locale. Anche il figlio, minorenne all'epoca dei fatti, è stato precedentemente giudicato colpevole dal Tribunale per i minorenni di Venezia.