Vietare i social agli under 15: dopo il caso di Bergamo accelera il piano del Ministero dell'Istruzione

Dopo l'aggressione a una docente, il Governo accelera sulla legge per vietare l'accesso ai social per i ragazzi sotto i 15 anni.

26 marzo 2026 15:30
Vietare i social agli under 15: dopo il caso di Bergamo accelera il piano del Ministero dell'Istruzione -
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La recente aggressione ai danni di una docente ha riacceso il dibattito sull'influenza dei social sui minori. Il Ministro Valditara preme per una rapida approvazione della legge che limiti l'accesso alle piattaforme digitali e protegga il benessere degli studenti all'interno della scuola.

Violenza a scuola e impatto dei social

Il grave episodio di cronaca accaduto in provincia di Bergamo, dove una docente è stata accoltellata da un alunno di 13 anni, ha sollevato l'allarme sulla sicurezza negli istituti. Secondo il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ci troviamo di fronte a un'esplosione globale di violenza giovanile.

L'influenza delle piattaforme digitali è considerata un fattore determinante. La diffusione di contenuti violenti, l'anonimato, le sfide estreme e l'accesso al dark web rappresentano rischi concreti per chi non possiede ancora la maturità necessaria. Per questo motivo, il Ministero ha già confermato il divieto assoluto di utilizzare il cellulare durante le ore di lezione.

La proposta di legge per i minori

In Parlamento è stata depositata una proposta di legge mirata a regolamentare l'accesso al mondo digitale. Il testo prevede il divieto di iscrizione ai social per chi ha meno di 15 anni. Per la fascia d'età compresa tra i 15 e i 18 anni, l'accesso sarebbe consentito esclusivamente previo consenso verificabile dei genitori.

L'obiettivo della norma è contrastare gli effetti negativi che l'uso intensivo di queste tecnologie ha sulla salute mentale, come l'aumento di ansia, depressione e cyberbullismo. La proposta include anche:

  • Piani di educazione digitale negli istituti scolastici.

  • Istituzione di un osservatorio nazionale per monitorare l'impatto delle piattaforme.

  • Relazioni annuali al Parlamento sui rischi rilevati.

Restrizioni internazionali e verifica dell'età

L'Italia non è l'unico Paese a muoversi in questa direzione. L'Australia ha già introdotto limiti rigidi, mentre la Francia attuerà restrizioni simili entro l'autunno del 2026. Anche Spagna e Grecia stanno valutando di innalzare la soglia d'età a 16 anni, sostenute da un ampio consenso dell'opinione pubblica.

A livello europeo, la Commissione sta lavorando a strumenti tecnologici per rendere effettivi questi divieti. Si prevede lo sviluppo di un "mini Wallet", un'applicazione per la verifica dell'età che garantisca l'anonimato ma impedisca l'accesso ai minori non autorizzati, in attesa del debutto definitivo del Portafoglio Europeo dell'Identità Digitale.

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