Vigilanza scolastica: come gestire la responsabilità educativa superando l’emergenza organizzativa

Un’analisi approfondita sulla vigilanza scolastica e le sfide organizzative che i docenti affrontano quotidianamente negli istituti.

A cura di Redazione Redazione
14 maggio 2026 15:30
Vigilanza scolastica: come gestire la responsabilità educativa superando l’emergenza organizzativa - Romano Pesavento
Romano Pesavento
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La vigilanza scolastica rappresenta un pilastro fondamentale per la sicurezza degli studenti e la tutela legale del personale. Analizzare le dinamiche attuali significa riconoscere le criticità del sistema educativo italiano e proporre soluzioni strutturali per il futuro.

Vigilanza scolastica e responsabilità educativa: occorre superare l’emergenza organizzativa permanente

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene necessario richiamare l’attenzione delle istituzioni scolastiche, dell’amministrazione e dell’opinione pubblica sul delicato tema della vigilanza degli alunni, troppo spesso affrontato esclusivamente in chiave sanzionatoria o emergenziale, senza una riflessione organica sulle reali criticità che caratterizzano il funzionamento quotidiano delle scuole italiane.

La vigilanza sugli studenti rappresenta uno dei doveri fondamentali dell’istituzione scolastica e trova il proprio fondamento nell’articolo 2048 del Codice Civile, che attribuisce ai precettori e a coloro che sono preposti all’educazione la responsabilità per i danni cagionati dagli allievi nel tempo in cui sono sotto la loro sorveglianza. A tale disposizione si affiancano gli obblighi derivanti dall’articolo 2087 del Codice Civile, che impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la sicurezza dei lavoratori e degli utenti del servizio pubblico, nonché le disposizioni del Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al D.Lgs. 81/2008.

In ambito scolastico, tali principi assumono un valore ancora più rilevante poiché riguardano soggetti minorenni affidati quotidianamente alla responsabilità educativa dello Stato. È dunque evidente che la continuità della vigilanza non possa essere considerata un adempimento meramente formale, ma un presidio essenziale di tutela dei diritti fondamentali degli studenti, primo fra tutti il diritto alla sicurezza.

Tuttavia, sarebbe riduttivo e persino fuorviante interpretare ogni episodio di ritardo o di temporanea scopertura delle classi esclusivamente come responsabilità individuale del docente o del collaboratore scolastico coinvolto. Le scuole italiane operano spesso in condizioni di forte precarietà organizzativa: organici insufficienti, assenza di personale supplente immediatamente disponibile, frammentazione degli incarichi, moltiplicazione degli adempimenti amministrativi e carenza di protocolli operativi realmente efficaci finiscono per trasformare situazioni eccezionali in una quotidianità strutturale.

In questo scenario, il rischio concreto è che la gestione della vigilanza venga affidata a soluzioni improvvisate, a disposizioni verbali o a prassi non formalizzate che espongono il personale scolastico a una pericolosa incertezza giuridica e professionale. La scuola non può continuare a reggersi esclusivamente sul senso di responsabilità individuale dei lavoratori, spesso costretti a sopperire con spirito di sacrificio alle lacune organizzative del sistema.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene pertanto indispensabile avviare una revisione delle procedure interne relative alla gestione delle assenze improvvise e dei ritardi del personale, prevedendo protocolli uniformi a livello nazionale che garantiscano tempestività nelle comunicazioni, tracciabilità degli ordini di servizio e chiarezza nell’attribuzione temporanea delle funzioni di vigilanza. È necessario inoltre investire nella digitalizzazione delle procedure organizzative, affinché ogni disposizione possa essere registrata e verificabile in tempo reale, tutelando contemporaneamente studenti, docenti, collaboratori scolastici e dirigenti.

Parimenti urgente appare la necessità di rafforzare la formazione giuridica del personale scolastico in materia di responsabilità civile, obblighi di vigilanza e sicurezza nei luoghi di lavoro. Troppo spesso il personale viene lasciato solo di fronte a problematiche che implicano conseguenze disciplinari, patrimoniali e persino penali, senza adeguati strumenti conoscitivi e operativi.

La scuola della Costituzione non può essere governata dalla logica dell’emergenza permanente né dalla paura della responsabilità individuale. È necessario costruire un modello organizzativo fondato sulla prevenzione, sulla corresponsabilità istituzionale e sulla certezza delle procedure. Solo in questo modo sarà possibile garantire un ambiente educativo realmente sicuro, trasparente e rispettoso dei diritti di tutta la comunità scolastica.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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