Violenza all'ISISS Nicola Stefanelli: il CNDDU chiede responsabilità ed educazione

Dopo l'aggressione all'ISISS Nicola Stefanelli, il CNDDU chiede un presidio educativo per garantire la sicurezza degli studenti.

A cura di Redazione Redazione
30 marzo 2026 08:00
Violenza all'ISISS Nicola Stefanelli: il CNDDU chiede responsabilità ed educazione - Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani
Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani
Condividi

L'episodio di violenza verificatosi all'ISISS Nicola Stefanelli scuote la comunità. È urgente promuovere la corresponsabilità educativa per superare il vuoto relazionale e garantire un clima di fiducia reale tra i banchi di scuola e negli spazi comuni.

Mondragone (CE) – Aggressione negli spogliatoi scolastici presso ISISS Nicola Stefanelli: dalla condanna all’assunzione di responsabilità educativa condivisa

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per il grave episodio di presunta violenza verificatosi presso l’ISISS Nicola Stefanelli di Mondragone in provincia di Caserta, dove uno studente avrebbe subito un’aggressione di gruppo all’interno degli spogliatoi scolastici.

Al di là degli accertamenti in corso, che auspichiamo possano chiarire con rigore ogni responsabilità, quanto emerso richiama con forza una questione più ampia e non più rinviabile: la necessità di trasformare la cultura scolastica da semplice contesto di vigilanza a spazio autentico di corresponsabilità educativa. La violenza, quando si manifesta in forma collettiva e organizzata, non è mai un fatto isolato, ma il segnale di un vuoto relazionale, educativo e valoriale che deve essere affrontato in modo strutturale.

In questo senso, pur riconoscendo l’impegno della dirigente scolastica Antonietta Pellegrino e della comunità educante nell’attivare tempestivamente verifiche e collaborazioni istituzionali, riteniamo necessario un cambio di prospettiva che renda stabile e visibile la presenza educativa adulta nei momenti e nei luoghi più esposti alle dinamiche informali tra pari.

La risposta non può limitarsi a un rafforzamento dei controlli, ma deve tradursi in un investimento concreto sulla qualità delle relazioni quotidiane. È necessario immaginare e attuare un modello in cui la scuola si riappropri pienamente anche degli spazi “non didattici”, trasformandoli in contesti educativi a tutti gli effetti. Ciò significa costruire una presenza adulta continua, riconoscibile e formata, capace non solo di prevenire situazioni critiche, ma soprattutto di intercettare precocemente segnali di disagio, isolamento o conflittualità, prima che degenerino.

In questa prospettiva, il CNDDU propone che ogni istituzione scolastica avvii un percorso strutturato di “presidio educativo integrato”, inteso non come misura emergenziale, ma come scelta pedagogica stabile. Tale presidio deve diventare parte integrante dell’organizzazione scolastica, fondato su una corresponsabilità diffusa tra docenti, personale e studenti stessi, attraverso un patto educativo rinnovato che restituisca centralità alla cura delle relazioni e alla tutela della persona.

Solo attraverso una presenza educativa autentica, quotidiana e intenzionale sarà possibile ricostruire un clima di fiducia e sicurezza reale. L’episodio di Mondragone deve rappresentare un punto di svolta: non un fatto da archiviare, ma un richiamo forte alla necessità di abitare la scuola in modo più consapevole, più vicino agli studenti, più attento ai segnali che spesso restano invisibili fino a quando non è troppo tardi.

prof. Romano Pesavento, Presidente Nazionale CNDDU

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail