A rischio i centri estivi per disabili in Lombardia: le famiglie lanciano l'allarme

La riduzione delle ore di assistenza e il blocco dei finanziamenti regionali mettono a rischio l'accesso ai centri estivi per disabili durante l'estate.

19 maggio 2026 08:00
A rischio i centri estivi per disabili in Lombardia: le famiglie lanciano l'allarme -
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L'organizzazione del tempo extra-scolastico è un momento di forte complessità per le famiglie. Oggi l'accesso ai centri estivi per disabili in Lombardia registra gravi ostacoli a causa di rallentamenti burocratici e stanziamenti insufficienti. Molti genitori affrontano la riduzione dell'orario di frequenza dei figli o l'esclusione dai servizi per la carenza di personale di supporto qualificato.

Il nodo dei finanziamenti regionali

La gestione delle attività ricreative per minori con fragilità evidenzia complessità inedite. Fortunato Nicoletti, di Nessuno è Escluso, rileva che "quest'anno la situazione è ancora più critica che in passato". Per l'associazione, "Ad oggi risultano bloccati i fondi Fna destinati ai centri estivi. A molti comuni della Lombardia, la Regione non ha ancora fatto arrivare i soldi e in alcuni non arriveranno proprio. E questo è un problema. Si tratterrebbe di una grande discriminazione. Ma non è tutto: molti bambini rischiano di non accedere proprio al servizio, e alle famiglie di altri è stato chiesto di pagarsi da sé l'educatore. Una follia. Su tre mesi circa di centro estivo, diventerebbe una spesa insostenibile". I ritardi generano disagi sul territorio:

  • Esclusione dalle graduatorie per l'assistenza specialistica.

  • Spese per l'educatore privato a carico dei genitori.

  • Tagli ai servizi di sollievo estivi.

Le ripercussioni sui centri estivi per disabili a Bergamo

La carenza di risorse porta a restrizioni concrete a Dalmine, dove Alessandra, madre di un dodicenne con la sindrome di Lennox-Gastaut, testimonia l'impatto dei provvedimenti. Le assistenti sociali hanno comunicato il dimezzamento del supporto: "Non più 31 ore come lo scorso anno, ma la metà. Si coprono forse due giorni a settimana". La contrazione compromette l'equilibrio tra lavoro e famiglia, costretta a subire la mancanza di fondi regionali.

L'insufficienza dei servizi e le soluzioni alternative

Il ridimensionamento orario non è l'unico ostacolo. Già in passato l'integrazione nelle strutture presentava limiti logistici. Alessandra sottolinea le carenze vissute: "Già lo scorso anno mio figlio ha usufruito del servizio con orario ridotto, dalle 9 alle 15, senza la possibilità di partecipare alle gite, dal momento che nessuno si assumeva la responsabilità di accompagnarlo. Quest'anno invece ci ritroviamo non solo con l'orario ulteriormente ridotto ma anche arriveremo a metà giugno, ad affrontare la situazione in cui non sappiamo cosa succederà. Al momento dobbiamo ricorrere al Cre dell'oratorio della nostra città". Senza un educatore professionale dedicato si annulla l'inclusione sociale dei ragazzi, evidenziando le lacune della pubblica amministrazione locale.

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