Addio carta: le nuove regole sulle ricevute Pos e sulle detrazioni

Il Decreto Pnrr rivoluziona la conservazione delle ricevute Pos. Basterà il tracciamento digitale bancario per le detrazioni sul 730.

19 febbraio 2026 17:30
Addio carta: le nuove regole sulle ricevute Pos e sulle detrazioni - Pos e scontrino
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La normativa fiscale si evolve: non sarà più necessario accumulare carta per provare le spese detraibili. Le ricevute Pos digitali assumono piena validità legale per la dichiarazione dei redditi, semplificando la contabilità domestica e i controlli incrociati sui dati bancari.

La transizione digitale delle ricevute Pos: l'impatto del Decreto Pnrr

L'obbligo decennale di archiviazione cartacea cede definitivamente il passo alla digitalizzazione. Con l'approvazione del Decreto Pnrr, varato dal Consiglio dei Ministri alla fine del mese di gennaio, il panorama fiscale italiano subisce una drastica semplificazione procedurale. I contribuenti non dovranno più accumulare fisicamente le ricevute Pos sbiadite per giustificare le detrazioni all'interno della dichiarazione dei redditi (come il classico Modello 730). Affinché una spesa medica o un onere detraibile sia considerato valido in caso di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate, sarà sufficiente disporre di un documento in formato elettronico, rilasciato dal proprio istituto di credito o da un intermediario finanziario. Il requisito fondamentale resta la trasparenza: l'estratto conto o l'home banking devono garantire la perfetta tracciabilità della singola operazione economica.

Pagamenti alla Pubblica Amministrazione e inversione dell'onere

Questa metamorfosi normativa produce effetti immediati anche sulle transazioni destinate agli enti statali. Qualora il saldo di una sanzione o di un tributo avvenga tramite piattaforme telematiche certificate, come l'ecosistema PagoPA, l'onere della prova viene di fatto ribaltato a favore dell'utente. Il cittadino è esonerato dal dover esibire le ricevute Pos stampate agli sportelli. Diventa competenza esclusiva della Pubblica Amministrazione incrociare le banche dati e verificare la correttezza dei versamenti, interrogando i propri registri informatici interni. Dal punto di vista pratico, per le famiglie e i professionisti, la gestione documentale si snellisce, a patto che i file digitali archiviati espongano chiaramente la causale, il beneficiario e l'importo esatto, rendendo inequivocabile il passaggio di denaro.

Scenari futuri: l'integrazione tra registratore telematico e pagamenti

L'abbandono progressivo dello scontrino tradizionale fa parte di una strategia strutturale antievasione destinata a cambiare le abitudini nei punti vendita. Dal 2026, infatti, entrerà nel vivo il collegamento tecnico obbligatorio tra il registratore di cassa e i terminali elettronici. Questa integrazione mira a blindare il flusso dei corrispettivi. Sebbene una risoluzione della Commissione Finanze della Camera abbia tracciato un percorso graduale – suggerendo l'emissione esclusiva di scontrini dematerializzati dal 2027 per la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e dal 2029 per il commercio al dettaglio – la macchina organizzativa è già in moto. Entro la primavera, le autorità fiscali rilasceranno i protocolli per l'aggiornamento dei software, concedendo agli esercenti circa 45 giorni per allinearsi alle nuove specifiche tecniche, pur mantenendo, per ora, il diritto del cliente di richiedere la stampa cartacea al momento dell'acquisto.

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