Aggiornamento GPS 2026: è caos, ecco perchè protestano i docenti precari
Tutte le novità sull'aggiornamento GPS 2026: dalle scadenze ministeriali alle forti polemiche del mondo scolastico sulle tempistiche anticipate.
L'aggiornamento GPS 2026 stabilisce la riapertura delle graduatorie tra fine febbraio e metà marzo. Questa accelerazione ministeriale ha generato forti proteste tra i docenti precari, allarmati per le criticità legate al riconoscimento del servizio e all'algoritmo di nomina.
Finestra temporale e regole dell'aggiornamento GPS 2026
Il Ministero dell'Istruzione ha definito le date ufficiali per l'aggiornamento GPS 2026. I candidati avranno tempo dalle ore 12:00 del 23 febbraio sino alle 23:59 del 16 marzo 2026 per operare in modalità telematica su Istanze Online. Il provvedimento definitivo sarà reso visibile attraverso il portale inPA. Le segreterie, ben conoscendo le dinamiche tecniche degli scorsi bienni, consigliano di non ridursi all'ultimo giorno per scongiurare eventuali sovraccarichi ai server ministeriali. La procedura riguarda:
Nuovo inserimento in graduatoria;
Aggiornamento punteggio (titoli, servizi, certificazioni);
Trasferimento di provincia o permanenza;
Riconferma di situazioni “a scadenza”, anche in caso di sola permanenza.
L'impatto delle scadenze e la reazione del personale
Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze regolano contratti lavorativi fondamentali, che arrivano fino alla fine di giugno o al 31 agosto. Questa inaspettata accelerazione burocratica ha spinto i sindacati a protestare apertamente contro l'operato del ministro Giuseppe Valditara. L'agitazione vissuta oggi dai docenti precari è altissima: dover chiudere le domande in pieno inverno significa di fatto congelare l'anno scolastico in corso, con ripercussioni severe sul punteggio finale.
La gestione dei contratti attivi e il nodo dell'algoritmo
L'aggiornamento GPS 2026 complica enormemente la rendicontazione dei contratti attualmente attivi. Il servizio in corso esigerà infatti l'inserimento di una data futura e richiederà una successiva conferma telematica per poter validare il punteggio maturato. A questa oggettiva farraginosità si somma l'ormai nota opacità dell'algoritmo di nomina; l'impossibilità di correggere in corsa gli errori e lo spauracchio delle sanzioni per rinuncia generano profonda insicurezza tra chi vive esclusivamente di incarichi saltuari.
Le ragioni principali delle proteste sindacali
Anticipare la chiusura dei termini a metà marzo esclude fatalmente interi mesi di servizio prezioso e percorsi formativi quasi ultimati. Le motivazioni principali alla base della contestazione sono quattro:
Servizio tra marzo e giugno: chi lavora con supplenze brevi rischia di non vedersi valorizzare il servizio svolto in quei mesi, perdendo punti.
Titoli “in chiusura”: master, corsi, specializzazioni spesso terminano a fine anno accademico/scolastico; una scadenza anticipata può escluderli.
Titolo di accesso entro giugno: chi consegue entro giugno il titolo utile per la fascia/profilo teme di restare fuori dal ciclo biennale.
Scioglimento riserva: per chi è in percorsi abilitanti, comprimere i tempi rende più complesso gestire lo scioglimento entro i termini canonici (spesso legati al 30 giugno).