App prezzi carburanti: fondi stanziati ma rimane nel 'dimenticatoio'

Il decreto del 2023 prevedeva risorse per la trasparenza ma il software istituzionale resta irreperibile tra ricorsi e nuove accise.

18 gennaio 2026 13:00
App prezzi carburanti: fondi stanziati ma rimane nel 'dimenticatoio' - App confronto prezzi benzina
App confronto prezzi benzina
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A tre anni dal decreto legge, l’attesa app prezzi carburanti ufficiale non ha ancora visto la luce. Nonostante i fondi specifici e i solleciti dell’Unione Nazionale Consumatori, lo strumento per la trasparenza risulta non pervenuto, mentre l’attenzione politica si sposta ora sulla complessa rimodulazione fiscale delle accise.

Genesi e stallo del progetto istituzionale

Le fondamenta normative per la creazione di un software pubblico dedicato al monitoraggio dei costi alla pompa risalgono al gennaio 2023, con l’emanazione del cosiddetto Decreto Trasparenza (D.L. n. 5/2023). L’obiettivo dichiarato dal legislatore era fornire agli automobilisti uno strumento tecnologico garantito dallo Stato per consultare le tariffe in tempo reale e favorire la concorrenza. Per la realizzazione e la gestione dell’infrastruttura digitale erano stati stanziati fondi precisi: 500.000 euro per l’esercizio finanziario 2023 e ulteriori 100.000 euro annui a decorrere dal 2024. Tuttavia, giunti all'inizio del 2026, l'applicativo sembra essere svanito nel nulla. Di fatto, l'iniziativa è rimasta confinata sulla carta, disattendendo le aspettative di una verifica istantanea e certificata dei listini tramite smartphone.

App prezzi carburanti: il nodo giuridico e le critiche

Il vuoto operativo ha sollevato le perplessità delle associazioni di categoria, in particolare dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC). Il presidente Massimiliano Dona ha più volte puntato il dito contro il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), sottolineando come la mancata implementazione privi l'utente finale di un supporto fondamentale in fasi di rincari. La paralisi del progetto, tuttavia, si intreccia con le vicende giudiziarie che hanno coinvolto l'intero impianto del decreto: nel 2024, il Consiglio di Stato ha bocciato l'obbligo per i gestori di esporre il prezzo medio regionale, facendo venire meno uno dei pilastri su cui si basava la logica di controllo. Oggi, in assenza dell'app dedicata, i cittadini devono necessariamente affidarsi a soluzioni private o consultare il portale web Osservaprezzi Carburanti, meno immediato rispetto a un'applicazione mobile dedicata.

La riforma fiscale e il riallineamento delle accise

Mentre l'infrastruttura digitale istituzionale resta in stand-by, lo scenario energetico si prepara a mutare radicalmente a causa del riordino delle imposte. Il governo sta procedendo verso l'eliminazione dei "sussidi ambientalmente dannosi", una mossa che comporta l'equiparazione del trattamento fiscale tra benzina e diesel. Questa manovra non è neutra per le tasche dei contribuenti e prevede una precisa rimodulazione delle aliquote per bilanciare il gettito e disincentivare i combustibili più inquinanti.

Le modifiche previste impatteranno sui prezzi finali secondo il seguente schema:

  • Benzina: prevista una riduzione dell'accisa pari a 4,05 centesimi di euro al litro.

  • Gasolio (Diesel): previsto un incremento dell'accisa pari a 4,05 centesimi di euro al litro.

  • Impatto Iva: calcolando l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto al 22%, la variazione reale alla pompa sarà di circa 4,94 centesimi di euro per entrambi i prodotti (in riduzione per la verde, in aumento per il gasolio).

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