Arretrati scuola pensionati: come funziona il pagamento automatico gestito dall'INPS
Arretrati scuola pensionati: chi ha lasciato il servizio dal 1° settembre 2025 riceve gli importi in automatico, ma con tempi più lunghi.
Buone notizie per chi ha lasciato la cattedra di recente. Gli arretrati scuola pensionati spettano anche al personale andato in pensione dal 1° settembre 2025, grazie al rinnovo economico del CCNL 2025-2027. A chiarirlo è Stefano Cavallini, della segreteria nazionale Anief, che però avverte: per gli ex dipendenti i tempi saranno più lunghi rispetto a chi è ancora in servizio.
Arretrati legati solo ai mesi lavorati
Il nuovo contratto produce effetti economici dal 1° gennaio 2025. Chi ha smesso di lavorare il 1° settembre 2025 riceverà quindi gli arretrati solo per il periodo davvero svolto. Come spiega Cavallini: «Il collega dovrà avere gli arretrati solamente relativi agli otto mesi del 2025, dal primo gennaio al 31 agosto». Non spettano invece gli aumenti previsti dopo la data di decorrenza della pensione. L'indennità di vacanza contrattuale non pesa sulla posizione del pensionato, perché è già stata incassata durante il servizio.
Adeguamento della pensione gestito dall'INPS
Per chi è già in pensione il meccanismo cambia rispetto ai colleghi ancora in cattedra. A pagare non è più il Ministero, ma l'INPS. «Ora il collega viene pagato dall'INPS e ci dovrà essere anche un adeguamento della pensione, che nel suo caso sarà comunque di importo contenuto», ha precisato Cavallini. L'adeguamento sarà quindi modesto, ma dovuto. Proprio il coinvolgimento dell'ente previdenziale rende la procedura più complessa e allunga i tempi di liquidazione degli importi spettanti.
Arretrati scuola pensionati senza domanda da presentare
Chi teme scadenze o moduli da compilare può stare tranquillo. Gli arretrati e il successivo adeguamento della pensione arrivano d'ufficio. «Non deve fare niente: arriveranno in automatico», ha assicurato Cavallini. L'amministrazione ricostruirà da sola le posizioni di tutti gli aventi diritto. Nel conteggio rientrano anche i lavoratori cessati dal servizio e il personale a tempo determinato, sempre sulla base del periodo lavorato dal 1° gennaio 2025 in poi.
Tempi più lunghi per gli ex dipendenti
Il nodo resta la tempistica. Il passaggio delle competenze dal Ministero dell'Economia all'INPS rende difficile prevedere quando i pensionati vedranno gli importi. «La procedura non è per niente semplice e non è neppure veloce», ha concluso Cavallini. Il sindacato Anief ricorda un dato che pesa: ci sono ancora ex dipendenti in attesa degli adeguamenti pensionistici legati al precedente rinnovo contrattuale. La pazienza, insomma, sarà d'obbligo.
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