Assegno Unico febbraio 2026: nuovi importi INPS e date pagamenti

Scattano gli aumenti legati all'inflazione con la quota massima a 203,80 euro. Il calendario degli accrediti e le scadenze ISEE per evitare tagli.

13 febbraio 2026 09:00
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Il mese corrente ufficializza i rincari dell'Assegno Unico febbraio 2026. L'adeguamento ISTAT porta la rata massima a 203,80 euro, ridefinendo anche le fasce di reddito. Ecco i dettagli operativi su accrediti, calcolo degli arretrati e obblighi di presentazione della DSU.

L'impatto della rivalutazione su importi e fasce ISEE

L'aggiornamento annuale delle prestazioni assistenziali non è una mera operazione contabile, ma un meccanismo essenziale per preservare il potere d'acquisto delle famiglie. A partire da questo mese, l'INPS applica concretamente la rivalutazione dell'1,4% legata all'inflazione registrata l'anno precedente. Questo adeguamento si traduce in un nuovo tetto massimo: per ogni figlio minorenne, l'importo sale a 203,80 euro, segnando un incremento rispetto ai 201 euro del 2025.

L'aspetto tecnicamente più rilevante, spesso trascurato dalla narrazione comune, riguarda però l'innalzamento delle soglie ISEE. L'adeguamento dei parametri permette a numerosi nuclei familiari, il cui indicatore economico potrebbe essere leggermente salito (magari per via di piccoli rendimenti finanziari o scatti di anzianità), di rimanere comunque all'interno delle fasce più vantaggiose.

Per il 2026, la soglia per ottenere il massimo dell'importo è fissata a un ISEE fino a 17.468,51 euro. Al contrario, l'importo minimo, destinato a chi supera la soglia di 46.230 euro o a chi non presenta la dichiarazione, si assesta a 59,83 euro. Di seguito la sintesi delle nuove fasce:

Tipologia ISEE 2026

Importo Figlio Minore

Maggiorazione 3° Figlio

Fino a € 17.468,51

€ 203,80

€ 98,70

Tra € 17.468 e € 46.230

Decrescente

Decrescente

Oltre € 46.230 (o assenza ISEE)

€ 59,83

€ 31,20

Le maggiorazioni seguono la stessa logica perequativa: i nuclei con entrambi i genitori lavoratori vedranno un bonus di circa 35 euro, mentre per i figli con disabilità le integrazioni oscillano tra 99 e 122 euro in base alla gravità clinica accertata.

Calendario Assegno Unico febbraio 2026: finestre di accredito

La regolarità dei flussi di pagamento gestiti dalla Banca d'Italia per conto dell'Istituto di Previdenza è ormai consolidata, ma presenta delle distinzioni temporali basate sulla stabilità del fascicolo anagrafico. Per la mensilità in corso, le valute sono state fissate come segue:

  • 19 e 20 Febbraio 2026: Queste date riguardano la vasta platea di beneficiari che non hanno segnalato variazioni. Se il nucleo familiare è rimasto identico e la situazione reddituale invariata, l'accredito avverrà in questa finestra temporale.

  • Dal 24 al 28 Febbraio 2026: In questo lasso di tempo verranno processati i pagamenti che hanno subito modifiche nel calcolo. Rientrano in questa casistica le nuove domande, gli ISEE aggiornati di recente o cambiamenti nel nucleo (come la nascita di un figlio o il raggiungimento della maggiore età che modifica il titolo al diritto).

È fondamentale precisare un dettaglio contabile: sebbene l'aumento decorra giuridicamente da gennaio, la rata di febbraio è la prima a includere l'importo aggiornato "a regime". Il differenziale relativo alla mensilità di gennaio, ovvero il conguaglio, verrà liquidato d'ufficio con il rateo di marzo 2026.

La corsa alla DSU: scadenze critiche per evitare il taglio

L'esperienza insegna che il vero ostacolo per le famiglie non è il calcolo dell'assegno, ma la gestione burocratica dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Attualmente, per il calcolo della rata di febbraio, l'INPS sta ancora utilizzando i dati validi al 31 dicembre 2025. Tuttavia, questo periodo di "grazia" sta per terminare.

Il 28 febbraio 2026 rappresenta una deadline spartiacque. Chi non avrà provveduto a rinnovare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) entro tale data, si vedrà erogare a partire da marzo solamente l'importo minimo di legge (59,83 euro), indipendentemente dal reale reddito familiare.

Esiste comunque una rete di sicurezza: la normativa vigente consente di presentare l'ISEE entro il 30 giugno 2026 per aver diritto al recupero degli arretrati. Superata quella data, si perde definitivamente il diritto alle quote non percepite tra marzo e giugno, consolidando l'importo minimo fino alla presentazione della certificazione.

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