Assenze per motivi di salute: il caso dello studente bocciato e poi riammesso, l'analisi del CNDDU

Il TAR Liguria annulla la non ammissione di uno studente, perché le assenze per motivi di salute documentate non contano solo come numero.

02 luglio 2026 08:00
Assenze per motivi di salute: il caso dello studente bocciato e poi riammesso, l'analisi del CNDDU - Sentenza del Giudice
Sentenza del Giudice
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Le assenze per motivi di salute tornano al centro di una vicenda scolastica delicata. Il TAR Liguria ha annullato la bocciatura di uno studente di scuola secondaria di primo grado, riconoscendo che le sue assenze erano interamente legate a patologie documentate. La sentenza chiarisce un punto importante: il numero di giorni di lezione persi non basta, da solo, a giustificare la non ammissione alla classe successiva. Serve una valutazione più ampia, che tenga conto della salute dello studente e del suo rendimento reale.

Assenze per motivi di salute nella sentenza del TAR

Il giudice amministrativo ha stabilito che il limite minimo di frequenza scolastica, fissato dall'articolo 14 del DPR 122/2009, non va letto come una soglia rigida e automatica. La norma prevede infatti deroghe specifiche quando emergono situazioni eccezionali, comprese le malattie certificate da documenti medici. Nel caso analizzato, la famiglia aveva presentato una documentazione sanitaria completa, capace di spiegare ogni singola assenza dello studente. Il consiglio di classe, secondo il TAR, avrebbe dovuto usare questi elementi per valutare in modo equo il percorso dello studente, invece di fermarsi al solo conteggio dei giorni. Il tribunale ha anche sottolineato che il rendimento scolastico positivo del ragazzo rappresentava un'informazione utile, da considerare insieme ai motivi di salute, prima di decidere sulla sua bocciatura.

I diritti costituzionali coinvolti nella vicenda

La decisione tocca principi fondamentali della Costituzione italiana. Il diritto all'istruzione, previsto dall'articolo 34, si intreccia con la tutela della salute garantita dall'articolo 32 e con il principio di uguaglianza sostanziale dell'articolo 3. Secondo il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, la scuola ha il compito di rimuovere gli ostacoli che possono frenare la crescita di uno studente, specialmente quando questi ostacoli nascono da condizioni di salute che il ragazzo non ha scelto. Una valutazione basata solo su numeri, senza guardare al contesto personale, rischia di penalizzare chi affronta già una situazione difficile. Per questo la sentenza viene letta come un richiamo a un uso più attento e ragionevole della discrezionalità valutativa da parte degli insegnanti.

Ansia e fragilità psicologica tra gli studenti

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani segnala un aumento dei casi legati a disturbi d'ansia e a fragilità psicologiche tra i ragazzi in età scolare. Questo fenomeno rende ancora più urgente costruire modelli scolastici capaci di unire competenze pedagogiche, sanitarie e psicologiche. Valutare uno studente solo sulla base della sua presenza fisica in classe, senza guardare al suo percorso complessivo, rischia di ignorare bisogni reali e crescenti. Le evidenze raccolte negli ultimi anni mostrano come il benessere psicologico incida direttamente sui risultati scolastici e sulla capacità di frequentare regolarmente le lezioni. Una scuola più attenta a questi aspetti può prevenire situazioni come quella affrontata dal TAR Liguria, offrendo supporto prima che le assenze diventino un problema per la carriera scolastica dello studente.

Verso indicazioni nazionali sulle deroghe

Dopo la sentenza, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede al Ministero dell'Istruzione e del Merito di adottare indicazioni nazionali chiare sulle deroghe al limite minimo di frequenza. L'obiettivo è uniformare i criteri usati dai consigli di classe in tutta Italia, evitando decisioni troppo diverse da scuola a scuola. Tra le proposte principali figurano:

  • protocolli condivisi tra scuole, famiglie e servizi sanitari territoriali;

  • criteri comuni per valutare la documentazione medica presentata dagli studenti;

  • percorsi di supporto per chi affronta patologie croniche o problemi psicologici.

Regole più chiare potrebbero ridurre il numero di ricorsi presentati ogni anno davanti ai tribunali amministrativi, garantendo decisioni più coerenti con i principi costituzionali sull'istruzione.

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