Assistenti all’autonomia, Anief: 'C'è il si del Senato alla stabilizzazione'

Il testo approvato transita alla Camera: nuove tutele contrattuali negli Enti Locali per migliaia di operatori scolastici precari. Esulta Anief.

29 gennaio 2026 09:30
Assistenti all’autonomia, Anief: 'C'è il si del Senato alla stabilizzazione' - ANIEF
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Il Senato ha approvato il ddl n. 236 per la stabilizzazione degli assistenti all'autonomia e la comunicazione. Il testo passa ora alla Camera: previste assunzioni negli Enti Locali tramite concorso e nuovi requisiti per garantire l'inclusione degli alunni disabili.

Svolta legislativa per gli assistenti all'autonomia: verso l'addio al precariato

L’Aula di Palazzo Madama ha dato il via libera al testo unificato che potrebbe ridisegnare il futuro di migliaia di lavoratori essenziali per la scuola italiana. Il disegno di legge n. 236, frutto del lavoro dei relatori Russo e Occhiuto, punta a trasformare radicalmente l'inquadramento contrattuale degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione. L'obiettivo primario è l'assorbimento di queste figure professionali direttamente negli organici degli Enti Locali con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, superando l'attuale sistema spesso basato su esternalizzazioni e precariato cronico.

Il provvedimento, che ora dovrà affrontare l'esame definitivo alla Camera dei Deputati, è stato accolto con favore dalle parti sociali. Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief, ha evidenziato come questa approvazione rappresenti un avanzamento cruciale per la tutela dei diritti degli alunni con disabilità, colmando un vuoto normativo che perdurava da oltre trent'anni, data di istituzione della legge originaria. La riforma intende uniformare la gestione del servizio su tutto il territorio nazionale: sebbene la competenza resti in capo agli enti territoriali, si pone fine alla frammentazione che ha visto le Regioni operare con modalità e standard profondamente diversi tra loro.

Definizione del ruolo e nuovi requisiti di accesso

Il testo normativo chiarisce in modo inequivocabile il perimetro d'azione di questa figura, definendo l'assistente all'autonomia come un operatore socio-educativo specializzato. Le sue mansioni spaziano dalla mediazione comunicativa al supporto nell'acquisizione delle autonomie, facilitando l'integrazione scolastica per studenti con disabilità sensoriali, fisiche o affetti da malattie rare. Un punto nodale della riforma riguarda i titoli necessari per l'accesso alla professione, che vengono innalzati per garantire standard qualitativi elevati.

Per accedere alla stabilizzazione o ai futuri concorsi, sarà necessario possedere la qualifica di educatore professionale socio-pedagogico (laurea L-19). Tuttavia, il legislatore ha previsto un regime transitorio e delle equipollenze per tutelare chi già opera nel settore. Saranno considerati validi i diplomi di scuola secondaria integrati da corsi professionali riconosciuti dalle Regioni (con specifici moduli sulla Lingua dei Segni Italiana), così come i percorsi formativi di almeno 830 ore. È prevista una sanatoria per l'esperienza sul campo: potranno accedere coloro che hanno maturato almeno 36 mesi di servizio nelle istituzioni scolastiche, o 12 mesi se in possesso di specifici requisiti formativi pregressi.

Modalità di reclutamento e clausole di salvaguardia

L'aspetto più tecnico e atteso dai lavoratori riguarda le procedure di assunzione. La norma demanda alla Conferenza Unificata il compito di definire, entro 120 giorni dall'entrata in vigore, i dettagli operativi e l'ordinamento didattico. L'inquadramento economico e giuridico farà riferimento al Contratto Collettivo Nazionale delle Funzioni Locali. Sebbene gli enti territoriali mantengano la facoltà di affidare il servizio in appalto, scatta l'obbligo di garantire ai lavoratori lo stesso trattamento economico dei dipendenti pubblici diretti, eliminando il dumping salariale.

In fase di prima applicazione, per non disperdere il patrimonio di competenze acquisito, Regioni ed Enti Locali potranno indire concorsi pubblici riservati. Questi bandi prevedono una corsia preferenziale per chi ha svolto almeno tre anni di servizio, con una riserva di posti che può arrivare al 40% del totale. Sono inoltre state inserite clausole sociali stringenti: nei futuri bandi di gara, le stazioni appaltanti dovranno garantire la continuità occupazionale del personale impiegato nei contratti in scadenza, assicurando così stabilità lavorativa e continuità didattica per gli studenti assistiti.

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