Barriere architettoniche: scuola condannata a Lecce

Il tribunale impone il trasferimento della classe a causa delle barriere architettoniche, tutelando il diritto allo studio degli alunni.

29 aprile 2026 12:30
Barriere architettoniche: scuola condannata a Lecce - disabili
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Il superamento delle barriere architettoniche è un pilastro fondamentale per garantire il pieno diritto all’istruzione a ogni studente. Recentemente, il Tribunale di Lecce è intervenuto con una sentenza esemplare contro un istituto scolastico che non garantiva accessibilità adeguata a una studentessa con disabilità motoria, ribadendo la centralità dell'inclusione.

La sentenza del tribunale di Lecce

La magistratura civile ha accolto il ricorso presentato dalla famiglia di una studentessa di Gallipoli, condannando l'istituto superiore coinvolto. La decisione dispone il trasferimento immediato della classe al piano terra, o in locali privi di barriere architettoniche, per assicurare un accesso sicuro e continuativo alle lezioni. Il giudice ha evidenziato come la permanenza al terzo piano rappresentasse un ostacolo concreto e discriminatorio alla fruizione del servizio scolastico.

Dettagli del caso e barriere architettoniche

La vicenda ha origine dai gravi disagi vissuti dalla studentessa, costretta a raggiungere quotidianamente un'aula sita al terzo piano nonostante le documentate difficoltà motorie. I punti critici emersi durante il dibattimento includono:

  • Malfunzionamento degli impianti: l’ascensore presente nella struttura risultava spesso inutilizzabile o non sicuro.

  • Rischi per la sicurezza: durante una prova antincendio, la ragazza ha dovuto affrontare scale non idonee alle sue condizioni fisiche.

  • Inerzia amministrativa: nonostante le richieste dei genitori e le soluzioni adottate negli anni precedenti, la dirigenza scolastica aveva negato il trasferimento al piano terra.

L'istituto è stato inoltre condannato al rimborso delle spese legali, quantificate in 1.856 euro.

Quadro normativo e tutela della disabilità

La sentenza si fonda su basi giuridiche solide che richiamano la Costituzione italiana e i trattati internazionali. Il diritto all’istruzione, sancito dall'articolo 34, deve essere garantito senza discriminazioni. In questo contesto, la rimozione delle barriere architettoniche non è un'opzione facoltativa, ma un obbligo per le istituzioni pubbliche.

Il magistrato ha richiamato la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, sottolineando che l'organizzazione scolastica deve adattarsi alle esigenze degli studenti e non viceversa. Il trasferimento della classe è stato definito una misura proporzionata che risolve lo svantaggio senza alterare l'assetto strutturale dell'istituto.

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