Bocciatura annullata dal TAR: la scuola non aveva redatto il PDP per l'alunna in difficoltà
Una bimba di sei anni non ammessa alla seconda elementare: senza Piano didattico personalizzato la bocciatura perde valore.
Una bambina di sei anni viene fermata in prima elementare. I genitori scoprono la bocciatura solo a giugno, leggendo l'esito online. Nei verbali della scuola manca però un documento decisivo: il Piano didattico personalizzato, lo strumento che dovrebbe sostenere gli alunni in difficoltà. Il TAR della Campania ha cancellato tutto.
Il caso della bimba di Napoli
La famiglia ha presentato ricorso contro il Ministero dell'Istruzione e l'Istituto Comprensivo di Napoli. Nel mirino il verbale di scrutinio del 13 giugno 2024, con cui il consiglio di classe ha negato l'ammissione alla seconda elementare. Secondo i genitori, le maestre non avevano mai segnalato in modo chiaro i problemi della figlia. Solo dopo il giudizio negativo hanno chiesto gli atti. È emerso così che la piccola aveva difficoltà in lettura, scrittura e calcolo già dal primo quadrimestre.
Cosa manca: il Piano didattico personalizzato
I genitori avevano consegnato una certificazione di una neuropsichiatra dell'ASL del febbraio 2024 e poi una relazione di una logopedista. Un'insegnante avrebbe rifiutato di leggerla «lanciando il foglio in aria». La scuola non ha mai redatto il PDP, né fissato gli aiuti previsti. Ecco cosa avrebbe dovuto attivare:
obiettivi minimi chiari da raggiungere;
strumenti compensativi per non svantaggiare l'alunna;
misure dispensative adatte alle sue fragilità.
Perché la bocciatura non regge senza PDP
Il TAR Campania (sentenza n. 2944/2026) ha accolto il ricorso. La scuola non aveva avviato alcun recupero: la bambina "non era stata inserita in alcun programma e/o intervento di recupero". I giudici notano che i problemi descritti somigliano più a una diagnosi che a una valutazione del profitto. Citando il TAR Palermo, ricordano che "i bisogni educativi speciali ricomprendono un ampio spettro di situazioni anomale dell'alunno" e impongono "la redazione di un piano didattico tarato sulla persona del discente". La mancanza del PDP "impedisce, in radice, la corretta formulazione di un giudizio nel merito del profitto". Da qui l'annullamento della bocciatura.