Bombardieri rieletto al vertice della UIL: il monito di D'Aprile sull'Intelligenza artificiale a scuola

La UIL Scuola avverte: senza risolvere precariato e infrastrutture, l'intelligenza artificiale a scuola resta un rischio.

05 luglio 2026 16:00
Bombardieri rieletto al vertice della UIL: il monito di D'Aprile sull'Intelligenza artificiale a scuola - Pierpaolo Bombardieri Segretario Generale Uil
Pierpaolo Bombardieri Segretario Generale Uil
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Il tema dell'intelligenza artificiale a scuola è tornato al centro del dibattito durante il XIX Congresso nazionale della UIL, svolto a Padova. Pierpaolo Bombardieri è stato rieletto all'unanimità segretario generale del sindacato. Ma è l'intervento di Giuseppe D'Aprile, a capo della UIL Scuola, ad aver acceso i riflettori su un nodo delicato: introdurre le nuove tecnologie in classe senza aver prima sistemato i problemi strutturali del sistema scolastico può creare più danni che benefici.

Bombardieri confermato al vertice della UIL

Il XIX Congresso nazionale della UIL, tenutosi a Padova, si è chiuso con la riconferma di Pierpaolo Bombardieri come segretario generale. La votazione ha visto un'unanimità di consensi tra i delegati presenti, segno di continuità nella linea sindacale. Durante i lavori congressuali sono stati affrontati numerosi temi legati al mondo del lavoro, ma è stato il comparto scuola a portare in agenda una delle questioni più attuali: il rapporto tra innovazione tecnologica e sistema educativo. Giuseppe D'Aprile, segretario generale della UIL Scuola, ha preso la parola per esprimere una posizione netta sull'arrivo dell'intelligenza artificiale a scuola, ponendo una domanda diretta ai presenti: il sistema scolastico italiano è davvero pronto ad accogliere questi strumenti in modo stabile e diffuso? La risposta, secondo il sindacato, è negativa, almeno nelle condizioni attuali.

Perché non è pronta l'intelligenza artificiale a scuola

Secondo D'Aprile, la vera domanda da porsi riguarda la preparazione reale del sistema scolastico di fronte all'arrivo dell'intelligenza artificiale a scuola. Il segretario ha spiegato che non si può pensare di introdurre stabilmente questi strumenti nelle aule senza aver prima risolto criticità che da anni pesano sull'istruzione italiana. Il precariato resta uno dei nodi principali: un personale docente instabile rende più complicato investire seriamente nella formazione, che richiede tempo e continuità. A questo si aggiungono le carenze delle infrastrutture digitali in molte scuole italiane, spesso non adeguate a sostenere un uso diffuso e sicuro delle nuove tecnologie. Manca anche un quadro normativo chiaro, capace di garantire sicurezza dei dati, trasparenza nei processi e tutela della privacy di studenti e personale.

Pensiero critico e libertà di insegnamento

Per la UIL Scuola, l'intelligenza artificiale può diventare una risorsa utile per la didattica, ma non deve mai sostituire il pensiero critico degli studenti né limitare la libertà di insegnamento dei docenti. D'Aprile ha sottolineato che gli studenti devono imparare a conoscere e governare questi strumenti, invece di subirli passivamente. Usare la tecnologia senza consapevolezza rischia di ridurre la capacità di valutazione e di giudizio autonomo, proprio le competenze che la scuola dovrebbe rafforzare. Il sindacato chiede quindi un approccio equilibrato, che valorizzi le opportunità offerte dall'innovazione senza però perdere di vista il ruolo educativo e formativo della scuola pubblica, che resta insostituibile.

Le richieste della UIL Scuola per il futuro

Per accompagnare questo cambiamento in modo responsabile, la UIL Scuola avanza alcune richieste precise alle istituzioni. Tra i punti principali:

  • formazione strutturale per tutto il personale scolastico, docente e non docente;

  • indicazioni nazionali chiare e condivise sull'uso dell'intelligenza artificiale;

  • una contrattazione collettiva capace di seguire l'evoluzione tecnologica in corso;

  • un modello di sviluppo che mantenga sempre al centro la persona, i suoi diritti e la sua sicurezza.

Solo affrontando questi nodi, secondo il sindacato, si potrà parlare seriamente di intelligenza artificiale a scuola come opportunità reale e non come ulteriore fattore di disuguaglianza tra istituti e territori.

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