Bonus animali domestici 2026: requisiti per gli over 65 e le detrazioni fiscali
Le nuove misure per risparmiare sulle cure veterinarie grazie al Bonus animali domestici e agli sgravi Irpef per chi possiede cani e gatti.
Gestire la salute di un amico a quattro zampe comporta oneri rilevanti. Per il 2026 sono attivi il Bonus animali domestici dedicato agli over 65 con redditi contenuti e la detrazione fiscale accessibile a tutti. Analizziamo nel dettaglio le procedure per ottenere questi sostegni economici.
Il peso dei costi sanitari e il Bonus animali domestici
Chi accoglie in casa un cane o un gatto si scontra, prima o poi, con una realtà contabile complessa: la tutela della salute animale ha costi che possono incidere pesantemente sul bilancio familiare. In Italia, l'assenza di un Sistema Sanitario Nazionale veterinario trasforma ogni necessità medica in una prestazione privata a pagamento. Dalle visite di routine agli interventi chirurgici complessi, fino agli esami diagnostici, l'intero onere ricade sui proprietari. A complicare il quadro interviene il costo dei farmaci veterinari, spesso caratterizzati da prezzi significativamente superiori rispetto agli equivalenti per uso umano, pur condividendo il medesimo principio attivo.
Per mitigare questo impatto economico, nel 2026 le famiglie italiane possono contare su due strumenti distinti. Il primo è una misura di sostegno sociale mirata, spesso identificata come Bonus animali domestici, destinata alle fasce più vulnerabili della popolazione; il secondo è un meccanismo fiscale strutturale, valido per la generalità dei contribuenti, che permette il recupero di una quota delle spese in sede di dichiarazione dei redditi.
Requisiti per il contributo sociale destinato agli over 65
La prima agevolazione è un contributo diretto pensato per tutelare il legame affettivo tra gli anziani e i propri animali, evitando che le difficoltà economiche costringano a rinunciare alle cure. Questo Bonus animali domestici è riservato ai cittadini che abbiano compiuto il 65esimo anno di età e che versino in condizioni economiche svantaggiate, certificate da un ISEE inferiore a 16.215 euro annui.
Non basta il requisito anagrafico ed economico del richiedente: anche l'animale deve essere in regola. È infatti obbligatoria l'iscrizione all'Anagrafe degli animali d'affezione o ai registri regionali equivalenti, provata dalla presenza del microchip per i cani o dalla registrazione formale per i gatti. Il contributo, che oscilla generalmente tra i 200 e i 300 euro, copre spese essenziali come visite, operazioni, esami di laboratorio e farmaci. Poiché l'erogazione dipende spesso da bandi locali emanati da Comuni o Regioni, le modalità di accesso possono variare territorialmente.
Detrazioni fiscali: come recuperare il 19% delle spese
Indipendentemente dall'età o dal reddito, tutti i contribuenti possono accedere alla detrazione Irpef del 19% sulle spese veterinarie sostenute nell'anno precedente. Per la dichiarazione dei redditi 2026 (relativa alle spese 2025), il meccanismo prevede una franchigia di 129,11 euro: il rimborso si applica solo sulla quota che eccede tale soglia, fino a un tetto massimo di spesa detraibile fissato a 750 euro.
Per ottenere questo sgravio fiscale è fondamentale la tracciabilità: i pagamenti devono essere effettuati con metodi tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico) e le fatture devono riportare il codice fiscale del proprietario. Anche in questo caso, la regolarità dell'iscrizione dell'animale all'anagrafe e la presenza del microchip sono condizioni imprescindibili per la validità della detrazione nel Modello 730.