Secondo ciclo corsi Indire: tutto pronto per la specializzazione sul sostegno entro giugno
Percorsi abbreviati indispensabili per l'aggiornamento GPS 2026: attesa la pubblicazione dei bandi e la ripartizione dei posti tra Atenei.
Il ritardo nell'ordinanza per le GPS 2026 dipende dall'attivazione del secondo ciclo corsi Indire. Necessaria la chiusura dei percorsi di specializzazione sul sostegno entro il 30 giugno per i precari con tre anni di servizio.
Il legame tra aggiornamento GPS e secondo ciclo corsi Indire
La macchina amministrativa del Ministero dell'Istruzione e del Merito sta calibrando i tempi per l'emanazione dell'ordinanza che regolerà l'aggiornamento e il nuovo inserimento nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026. Dietro lo slittamento delle procedure non vi è una semplice questione burocratica, bensì una precisa necessità strategica: attendere l'avvio e la conclusione di iter formativi cruciali.
Nello specifico, il dicastero mira a sincronizzare le scadenze con i percorsi abilitanti del terzo ciclo e, soprattutto, con il secondo ciclo corsi Indire. Quest'ultimo rappresenta un tassello fondamentale per migliaia di docenti precari, poiché l'ottenimento del titolo di specializzazione permetterà loro di posizionarsi più favorevolmente nelle graduatorie. Se per i percorsi abilitanti il quadro si è sbloccato con la pubblicazione del DM n. 138/2026 e i relativi bandi, l'attenzione è ora tutta focalizzata sulla formazione gestita dall'Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa.
Requisiti normativi e struttura dei percorsi abbreviati
L'attivazione di questo specifico segmento formativo risponde a quanto stabilito dall'Art. 6 del DL 71/2024. La norma è disegnata su misura per i docenti che abbiano maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi cinque, offrendo loro un canale preferenziale per la specializzazione. Parallelamente, l'Art. 7 del medesimo decreto disciplina la situazione dei candidati in possesso di un titolo estero, per i quali il percorso rappresenta una via d'uscita dal limbo dei riconoscimenti pendenti.
Nonostante manchi ancora una data ufficiale sul calendario per lo start delle lezioni, l'emanazione del decreto di autorizzazione appare imminente. La struttura di questi corsi è stata concepita per essere intensiva: si tratta di percorsi abbreviati che, per legge, dovranno avere una durata inferiore ai quattro mesi. Questa compressione temporale è vitale per garantire che i corsisti possano acquisire i crediti necessari e il titolo finale in tempo utile per la finestra di aggiornamento delle graduatorie.
Scadenza tassativa del 30 giugno e gestione dei posti
Il cronoprogramma è estremamente serrato e non ammette deroghe. Il Ministero ha confermato alle organizzazioni sindacali una dead-line invalicabile: il 30 giugno 2026. Entro questa data, il secondo ciclo corsi Indire dovrà essere concluso e i titoli conseguiti. Questo vincolo temporale obbliga le istituzioni accademiche e l'Indire a una corsa contro il tempo per l'organizzazione della didattica e degli esami finali.
Nelle prossime giornate è attesa la comunicazione ufficiale riguardante il contingente dei posti disponibili, che saranno ripartiti tra l'Indire e le Università. Gli Atenei potranno erogare la formazione in autonomia o stipulando una convenzione con Indire. Un nodo cruciale riguarda i docenti con titolo estero: per accedere a questa opportunità, dovranno formalizzare la rinuncia al procedimento di riconoscimento del titolo avviato in Italia, una clausola indispensabile per sbloccare la loro posizione e accedere alla formazione sanante.