Bonus caregiver 400 euro: via libera dal CdM al Decreto Legge con nuovi criteri
Il Consiglio dei Ministri approva il sostegno economico per l'assistenza familiare. Analisi di importi, fasce orarie e limiti ISEE previsti.
Il Consiglio dei Ministri ha varato il nuovo bonus caregiver, un sostegno economico fino a 400 euro per chi assiste familiari non autosufficienti. Il testo introduce fasce di intensità assistenziale e tutele progressive, vincolando l'erogazione a specifici requisiti ISEE e al monte ore di cura prestato settimanalmente.
Il riconoscimento giuridico e il nuovo bonus caregiver
Dopo un'attesa durata oltre un decennio e decine di proposte legislative archiviate, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge che formalizza lo status giuridico e le tutele per chi presta assistenza. Come sottolineato dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, il testo mira a valorizzare il ruolo del caregiver familiare, ovvero colui che, a titolo gratuito e volontario, si prende cura di una persona non autosufficiente o incapace di provvedere a sé stessa. La normativa distingue l'intensità dell'impegno, offrendo una "tutela rafforzata" al convivente che dedica alla cura almeno 91 ore settimanali. Vengono tuttavia riconosciute garanzie anche per fasce di impegno inferiori (tra 30 e 90 ore o tra 10 e 29 ore), includendo nella definizione anche la figura del caregiver non convivente, purché garantisca una presenza minima di 30 ore a settimana.
Requisiti reddituali e importo del contributo economico
Il cuore del provvedimento risiede nell'istituzione di un sussidio finanziario esentasse, che verrà erogato con cadenza trimestrale o semestrale. Per accedere all'importo massimo del bonus caregiver, quantificabile in circa 400 euro al mese (per un totale potenziale di 1.200 euro a trimestre), sono stati fissati paletti stringenti. Il beneficio è riservato esclusivamente a chi rientra nella fascia di massima intensità assistenziale e soddisfa precisi criteri economici:
Un reddito annuo personale non superiore a 3.000 euro;
Un valore ISEE del nucleo familiare inferiore a 15.000 euro. L'obiettivo del legislatore è concentrare le risorse sulle situazioni di maggiore fragilità economica e carico assistenziale, definendo l'attività di cura non solo come supporto di base (igiene, alimentazione), ma anche strumentale (gestione finanze, preparazione pasti, mobilità).
Procedure di domanda INPS e stanziamento fondi
Per quanto concerne l'operatività della misura, l'accesso al contributo non sarà immediato. Sarà necessario attendere la predisposizione di una piattaforma dedicata sul portale dell'INPS, con l'apertura delle iscrizioni programmata a partire da settembre 2026. Attualmente, le risorse stanziate ammontano a circa 250 milioni di euro per il 2027 e oltre 253 milioni per il 2028, cifre che impongono un meccanismo di assegnazione fino a esaurimento fondi: l'importo effettivo pro capite potrebbe variare in base al numero totale delle istanze pervenute. Nel bilancio sono previsti fondi specifici anche per l'adeguamento dei sistemi informatici dell'Istituto di previdenza, necessari per gestire la mole di richieste prevista.
Tutele lavorative e agevolazioni oltre il sussidio
Il disegno di legge non si limita all'aspetto monetario, ma costruisce un ecosistema di diritti proporzionali all'impegno profuso. Oltre al bonus caregiver, vengono introdotte misure volte a conciliare l'assistenza con la vita lavorativa e sociale. Tra le novità principali figurano:
Diritto al supporto psicologico;
Priorità e flessibilità nell'accesso allo smart-working e modulazione degli orari;
Possibilità di ferie e permessi solidali ceduti dai colleghi;
Riconoscimento delle competenze maturate ai fini della qualifica di operatore socio-sanitario (OSS). Particolare attenzione è rivolta ai giovani caregiver: per loro si prevede l'esonero dalle tasse universitarie, crediti formativi scolastici e la compatibilità tra l'attività di cura e il Servizio Civile.