Bufera al concorso notai: commenti sessisti e rischio ricorsi per l'annullamento delle prove
Un documento interno pubblicato per errore svela giudizi inappropriati sui candidati al concorso notai. Possibili ricorsi e interrogazioni in vista.
La recente diffusione accidentale di un file riservato ha gettato ombre pesanti sulla regolarità del concorso notai del 2024. Appunti sessisti e presunti codici di raccomandazione sollevano dubbi sulla garanzia dell'anonimato, innescando l'immediata mobilitazione di politica e sindacati.
La fuga di dati e le ombre sul concorso notai
L'involontaria pubblicazione di un documento sulla rete intranet del Consiglio Nazionale del Notariato ha innescato una complessa crisi istituzionale. Il file, rimosso in fretta ma tempestivamente salvato e diffuso dagli utenti, conteneva gli esiti delle prove scritte del 2024 per l'accesso alla professione. Accanto ai 250 candidati dichiarati idonei comparivano controverse annotazioni redatte dalla commissione esaminatrice, un organo misto presieduto da un vertice della Cassazione.
Giudizi inappropriati e l'ipotesi di violazione dell'anonimato
Gli screenshot circolati rapidamente online rivelano un quadro logico incompatibile con i principi di trasparenza amministrativa. Il testo includeva epiteti irrispettosi, valutazioni estetiche decontestualizzate e frasi ambigue come "graziato sul commerciale". L'uso metodico di nomi di santi (ad esempio "Santa Bernadette") associati a specifici esaminandi fa temere agli esperti legali l'esistenza di un vero e proprio vocabolario in codice, presumibilmente studiato per eludere il rigoroso obbligo dell'anonimato.
L'orizzonte legale: verso il blocco della procedura
Dal punto di vista strettamente procedurale, questa anomalia gestionale potrebbe paralizzare l'intero iter selettivo. Il Codacons sta già vagliando molteplici azioni legali a tutela dei candidati esclusi, preannunciando istanze formali per ottenere la sospensione degli imminenti esami orali. Qualora emergesse l'effettiva compromissione della segretezza sui nominativi durante le correzioni, l'ipotesi di invalidare l'intera sessione per ripetere la fase scritta diverrebbe uno scenario giuridico altamente probabile.
La reazione della politica e le difese istituzionali
La gravità della vicenda ha inevitabilmente sollecitato un fermo intervento politico. Debora Serracchiani ha annunciato un'interrogazione parlamentare per chiedere conto al Ministero della Giustizia, dicastero guidato da Carlo Nordio, delle evidenti falle nel sistema di controllo ministeriale. Nel frattempo, i vertici notarili hanno diffuso una nota ufficiale in cui assicurano l'avvio di tempestive indagini interne, ribadendo formalmente la centralità del merito e confidando nell'operato della magistratura.