Calo demografico, a rischio molte classi prime della primaria: Anief lancia l'allarme

Il calo demografico mette a rischio le classi prime scuola primaria: Anief chiede di rivedere i parametri per tutelare i piccoli comuni.

28 febbraio 2026 09:30
Calo demografico, a rischio molte classi prime della primaria: Anief lancia l'allarme -
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La programmazione delle classi prime scuola primaria per l'anno scolastico 2026/2027 evidenzia le criticità legate al calo demografico. Il sindacato Anief denuncia l'impiego di criteri puramente matematici che ignorano le necessità dei territori, compromettendo il diritto all'istruzione nelle aree geograficamente svantaggiate e nelle piccole comunità locali.

L'impatto del calo demografico sulla rete scolastica

La riduzione delle nascite sta trasformando i parametri organizzativi in ostacoli insormontabili per molte istituzioni. In diverse province, tra cui Cremona, numerose classi prime scuola primaria rischiano la mancata autorizzazione. Il problema non è isolato, ma coinvolge l'intero territorio nazionale, dalle zone montane dell'Appennino alle aree interne della Sardegna e del Mezzogiorno.

L'applicazione rigida delle soglie numeriche ignora la funzione sociale della scuola. Quando un plesso unico non raggiunge il numero minimo di iscritti, l'intera comunità perde un presidio fondamentale, costringendo le famiglie a spostamenti onerosi verso centri più distanti.

La normativa attuale e i limiti del dpr 81/2009

Il quadro legislativo di riferimento è il DPR 81/2009, che stabilisce una soglia minima di 15 alunni per la costituzione di una classe prima. Sebbene esistano deroghe per le isole minori o i comuni montani, il calo demografico sta rendendo queste eccezioni insufficienti.

Le conseguenze di una gestione meramente aritmetica includono:

  • Aumento dei tempi di percorrenza per gli studenti delle aree rurali.

  • Rischio di sovraffollamento nei centri urbani che accolgono gli alunni dei plessi soppressi.

  • Instabilità occupazionale per il personale docente e ATA a causa della contrazione degli organici.

Le proposte per la scuola di prossimità

Secondo Marcello Pacifico, presidente di Anief, è necessario un intervento politico che superi la logica del risparmio amministrativo. La tutela delle classi prime scuola primaria nei piccoli comuni è essenziale per garantire la coesione territoriale e prevenire lo spopolamento.

Il sindacato sollecita il Ministero dell’Istruzione a riconoscere la specificità territoriale come variabile determinante nella pianificazione scolastica. Una revisione dei criteri di deroga permetterebbe di mantenere attive le scuole anche in contesti demograficamente fragili, trasformando la scuola di prossimità in un investimento strategico per il futuro del Paese.

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