Cambiamento climatico: le piogge estreme in Italia crescono del 30%
Uno studio dell'Università Statale di Milano rivela come le piogge estreme in Italia siano aumentate fino al 30% per decennio in diverse regioni.
Le precipitazioni intense minacciano sempre più il nostro territorio. Negli ultimi decenni, le piogge estreme in Italia hanno registrato un incremento preoccupante. Una recente ricerca scientifica traccia il bilancio di questo fenomeno, evidenziando le aree geografiche maggiormente esposte.
Il nuovo studio sulle piogge estreme in Italia
L'indagine dell'Università Statale di Milano, in sinergia col CNR e RSE S.p.A., illustra un quadro meteorologico allarmante. Pubblicata su Natural Hazards and Earth System Sciences, la ricerca ha esaminato le precipitazioni orarie massime (HPE) dal 1986 al 2022. I dati dimostrano che le piogge estreme in Italia si intensificano rapidamente, riversando enormi volumi d'acqua in tempi brevissimi e minacciando severamente la stabilità dei versanti montani e la sicurezza dei tessuti urbani.
La mappa del rischio: estate al Nord
La geografia dei nubifragi muta drasticamente in base alla stagione. Durante il periodo estivo, i temporali più violenti si accaniscono sul settentrione. Le regioni alpine e prealpine subiscono picchi d'aumento pari al 20–30% per ogni decennio trascorso. Le aree territoriali più critiche includono l'asse compreso tra Piemonte e Valle d'Aosta, i bacini dell'alta Lombardia e, spostandosi drasticamente a sud, specifiche zone della Calabria.
Al fine di agevolare l'assimilazione dei flussi pluviometrici, ecco la distribuzione stagionale:
Stagione di picco | Aree a maggior rischio idrogeologico | Incremento stimato |
Estate | Alpi, Prealpi, Nord Lombardia, Calabria | Fino a +20/30% |
Autunno | Appennino Sud, Liguria Est, Sardegna Est | Trend in crescita |
L'impatto autunnale sui litorali
Con l'ingresso dell'autunno, l'emergenza climatica si sposta prepotentemente verso il meridione e lungo le coste. Le rilevazioni satellitari e terrestri certificano un netto peggioramento sull'Appennino meridionale e a ridosso dei bacini marittimi. La Liguria orientale, la Sardegna orientale, il Mar Adriatico meridionale e il Mar Ionio affrontano ciclicamente perturbazioni molto severe. In questi frangenti, la complessa orografia costiera nazionale ne amplifica nettamente la potenza distruttiva.
Il fattore termodinamico e il riscaldamento
Alla base di tali anomalie vige la celebre equazione di Clausius-Clapeyron: un'atmosfera globalmente più calda possiede la capacità intrinseca di trattenere un volume maggiore di vapore acqueo. Parallelamente, il surriscaldamento del Mar Mediterraneo fornisce il surplus energetico vitale per innescare precipitazioni fulminee. L'esperto Francesco Cavalleri e il coordinatore Maurizio Maugeri evidenziano come la decifrazione di queste derive sia cruciale per aggiornare tempestivamente le infrastrutture civili e coadiuvare gli interventi della protezione civile.