Caro gasolio e blocco dell'autotrasporto: cosa chiedolo le federazioni, dal 15 maggio probabile fermo nazionale
Le federazioni annunciano il blocco dell'autotrasporto per denunciare l'insostenibilità del caro carburante per le imprese della logistica.
Il prossimo blocco dell'autotrasporto è la risposta diretta alla crisi scaturita dal caro carburante. Unatras ha proclamato l'astensione dai servizi a partire dal 15 maggio, evidenziando come l'attuale gestione governativa sia insufficiente a proteggere il comparto merci italiano.
Le ragioni del blocco dell'autotrasporto e l'impatto economico
Il settore della logistica nazionale si trova attualmente in una condizione di estrema fragilità. Con il prezzo del gasolio stabilmente sopra i 2 euro al litro, ogni veicolo pesante subisce un incremento di spesa annua vicino ai 9.000 euro.
Unatras definisce questa situazione insostenibile, sottolineando come le misure adottate finora dall'Esecutivo non siano state in grado di coprire la portata del fenomeno, finendo paradossalmente per danneggiare ulteriormente gli operatori. Il preavviso di 25 giorni previsto dalla legge fissa dunque l'inizio della protesta per la metà di maggio.
Interventi urgenti richiesti per la categoria
Per scongiurare il blocco dei servizi e la conseguente paralisi economica, le rappresentanze di categoria richiedono l'adozione immediata di provvedimenti strutturali:
Emanazione del decreto attuativo per il credito d'imposta da 100 milioni di euro.
Introduzione di ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione.
Interventi diretti a sostegno della liquidità aziendale.
Compensazione immediata dei rimborsi delle accise.
Adozione di un quadro di aiuti temporaneo coordinato a livello europeo.
Mentre in Sicilia il comitato dei trasportatori ha temporaneamente sospeso il fermo dei TIR in attesa di un confronto al Mit, la tensione nazionale resta alta. Confcommercio ha sollecitato un'apertura immediata del dialogo per garantire la continuità dei servizi essenziali.