Carta del docente precari: Tar Calabria condanna il MiM al pagamento delle spese processuali
L'amministrazione scolastica deve rimborsare anche i costi legali ai supplenti che ottengono il riconoscimento del bonus per la formazione.
La recente sentenza del Tar della Calabria ha confermato un principio fondamentale: la Carta del docente precari deve essere garantita ai supplenti e il Ministero dell'Istruzione è tenuto a farsi carico integralmente delle spese processuali sostenute dai lavoratori.
La decisione del Tar Calabria sulla carta del docente precari
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria è intervenuto a seguito di un’azione legale promossa dal sindacato Anief. Il caso riguardava l’esecuzione di una precedente sentenza del Tribunale di Castrovillari, che aveva già riconosciuto a una docente il diritto di percepire il beneficio economico di 500 euro annui per la formazione professionale.
In particolare, il giudice ordinario aveva stabilito che la ricorrente dovesse ricevere l'accredito per gli anni scolastici 2016/17, 2017/18 e 2019/20. Il debito complessivo a carico dello Stato ammonta a 1.500 euro, oltre alla rivalutazione e agli interessi maturati nel tempo.
Il rimborso delle spese processuali e la fine del contenzioso
L'aspetto più rilevante del nuovo pronunciamento riguarda l'onere delle spese legali. Il Tar ha decretato che l'amministrazione non può esimersi dal pagamento dei costi di lite, quantificati in 828 euro, oltre agli accessori di legge e alle spese generali.
Questa decisione sottolinea un punto cruciale:
L'amministrazione scolastica è responsabile del contenzioso generato da norme discriminatorie.
Il docente vittorioso non deve subire decurtazioni economiche dovute ai costi della difesa.
L'autorità amministrativa ha l'obbligo di dare esecuzione immediata alla sentenza.
La posizione del sindacato sul diritto alla formazione
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, la sentenza rappresenta una lezione necessaria contro la discriminazione dei supplenti. Il sindacato ribadisce che obbligare i docenti precari a formarsi a proprie spese è una pratica illegittima che grava ingiustamente sul personale.
La normativa attuale, che esclude i precari dall'accesso automatico alla Carta del docente, continua a generare una mole ingente di ricorsi. La magistratura sta però tracciando una strada chiara: il diritto all'aggiornamento professionale deve essere paritario per tutto il corpo docente, indipendentemente dalla tipologia di contratto.
Le conclusioni della Sentenza
LE CONCLUSIONI DEL TAR DELLA CALABRIA
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara la cessazione della materia del contendere.
N. XXXXX/2025 REG.RIC.
Condanna il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento delle spese di lite che liquida in € 828,00 oltre spese generali e accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 25 febbraio 2026 con l'intervento dei magistrati: XXX