Caso famiglia del bosco: la madre rompe il silenzio sulle condizioni dei figli
Dopo la perizia psichiatrica Catherine denuncia il malessere dei minori. Il perito di parte chiede il ricongiungimento immediato con i genitori.
Catherine, madre della nota famiglia del bosco, torna a parlare dopo la perizia disposta dal Tribunale dell'Aquila. La donna descrive una situazione drammatica per i figli, allontanati a novembre, mentre la difesa contesta le modalità dei test psichiatrici.
Le dichiarazioni di Catherine: preoccupazione per la famiglia del bosco
Il silenzio stampa che avvolgeva la vicenda è stato interrotto. Catherine, la figura materna al centro del caso mediatico e giudiziario noto come la famiglia del bosco, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni pubbliche dopo mesi di riserbo. Intercettata dai microfoni de "La Vita in Diretta", la donna è apparsa visibilmente provata al termine di una delicata seduta con la psichiatra incaricata dal Tribunale per i Minorenni dell'Aquila. L'obiettivo dell'incontro era la valutazione delle capacità genitoriali della coppia anglo-australiana, un passaggio cruciale nell'iter legale in corso.
Le parole della donna dipingono un quadro emotivo allarmante: "Mi sento male, i bambini stanno vivendo nel terrore e nella paura e io non li posso proteggere, specialmente di notte". Una testimonianza che evidenzia non solo la sofferenza dei genitori, ma soprattutto il presunto disagio psicologico vissuto dai minori all'interno della struttura protetta dove risiedono dal 20 novembre scorso, data in cui le autorità hanno eseguito il decreto di sospensione della responsabilità genitoriale.
L'intervento del Tribunale e la sospensione della responsabilità genitoriale
La vicenda giudiziaria ha radici complesse. La decisione di separare il nucleo familiare è scaturita da un provvedimento del Tribunale abruzzese, volto a tutelare l'integrità psicofisica dei minori. Recentemente, la rete familiare si è allargata con l'arrivo in Abruzzo della sorella e della madre di Catherine. Tuttavia, fonti vicine al caso confermano che i parenti giunti dall'estero non hanno intenzione di avanzare istanze per l'affidamento dei bambini, lasciando la questione interamente focalizzata sulla coppia genitoriale originale.
Il contesto clinico è monitorato attentamente da Tonino Cantelmi, psicologo e neuropsichiatra che opera come perito di parte (CTP) per la coppia. Secondo l'esperto, la priorità assoluta deve essere il benessere dei piccoli, che paradossalmente verrebbe compromesso proprio dalla separazione in atto: "È a tutti molto chiaro che il supremo interesse per i bimbi consiste nel fatto che ai bimbi vengano restituiti i loro genitori. Non è possibile andare oltre, non tener conto di questo dolore significherebbe non tener conto del vero bene per questi bimbi".
I dubbi della difesa sui test e il calendario delle prossime udienze
L'iter peritale, tuttavia, non procede senza intoppi. Al termine del terzo incontro con la psichiatra Simona Ceccoli, il professor Cantelmi ha sollevato dubbi metodologici rilevanti riguardo allo svolgimento delle valutazioni sulla famiglia del bosco. "Catherine è molto provata, denuncia un progressivo peggioramento delle condizioni dei figli ed è preoccupatissima", ha spiegato il neuropsichiatra, aggiungendo che non è stato possibile completare la batteria di test previsti.
La difesa ha espresso perplessità sull'organizzazione della seduta, riservandosi di dettagliare le criticità nelle sedi competenti qualora fosse necessario. Nonostante gli ostacoli, il calendario giudiziario prosegue serrato: i test sui genitori dovranno essere ultimati in un incontro successivo, mentre venerdì prossimo è attesa la quarta e ultima seduta per la coppia. Successivamente, l'attenzione si sposterà direttamente sui minori: le valutazioni psichiatriche sui bambini sono state calendarizzate per i prossimi 6 e 7 marzo, date che potrebbero segnare una svolta decisiva per il futuro del nucleo familiare.