Caso famiglia nel bosco: scontro aperto tra garante e assistenti

La garante infanzia e i servizi sociali si dividono sulla gestione dei minori del caso famiglia nel bosco dopo le recenti visite in Abruzzo.

15 marzo 2026 10:30
Caso famiglia nel bosco: scontro aperto tra garante e assistenti -
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Il caso della famiglia nel bosco continua a generare tensioni tra la garante infanzia Marina Terragni e i servizi sociali abruzzesi. Al centro della disputa vi sono le reali condizioni psicologiche dei minori coinvolti e l'efficacia delle procedure adottate dalle autorità locali per la loro tutela.

Le divergenze tra la garante infanzia e i servizi sociali

Il conflitto istituzionale si è inasprito a seguito della visita di Marina Terragni ai bambini. Secondo la Garante, i minori mostrano segni evidenti di disagio psicofisico, caratterizzati da agitazione e diffidenza verso l'esterno, nonostante godano di buona salute fisica.

Dall'altra parte, i rappresentanti legali dei servizi sociali dell'Alto Vastese sostengono che il clima all'interno della struttura d'accoglienza sia migliorato significativamente. Tale evoluzione positiva starebbe portando al ripristino di relazioni stabili tra operatori e minori, rendendo potenzialmente superfluo il trasferimento dei bambini in un'altra sede.

La difesa della professionalità degli operatori

L’avvocata Maria Pina Benedetti, in difesa dell'operato dell'Ecad 14, ha respinto le critiche della Garante definendole non corrispondenti alla realtà dei fatti. I punti cardine della difesa includono:

  • Competenza accademica: il personale agisce sulla base di una solida formazione e abilitazione professionale.

  • Assenza di barriere: differenze linguistiche o culturali non avrebbero mai ostacolato l'intervento assistenziale.

  • Neutralità istituzionale: l'assistente sociale opera con imparzialità, senza porsi in una posizione antagonista rispetto al nucleo familiare.

La disputa riguarda anche la comunicazione tra le parti: la Garante denuncia la mancata disponibilità al dialogo da parte dei funzionari, mentre i servizi sociali lamentano una esposizione mediatica che metterebbe a rischio la sicurezza dei professionisti coinvolti.

Evoluzioni giudiziarie al tribunale per i minorenni

Parallelamente allo scontro istituzionale, si profilano cambiamenti ai vertici della magistratura minorile dell'Aquila. Cecilia Angrisano, attuale presidente del tribunale, lascerà l'incarico ad aprile. Al suo posto subentrerà Nicoletta Orlando, in attesa della conferma definitiva dal Ministero della Giustizia.

È importante sottolineare come la gestione del caso della famiglia nel bosco sia avvenuta in un clima di estrema pressione, al punto che la magistrata Angrisano è stata posta sotto scorta a causa delle gravi minacce ricevute attraverso i canali social.

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