Caso Nocini Università di Verona: avviato l'iter di annullamento

L'ateneo revoca la nomina del figlio dell'ex rettore dopo le indagini della Procura e le incongruenze amministrative emerse nel bando.

18 gennaio 2026 11:00
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L’Università di Verona ha formalizzato l'avvio del procedimento per l'annullamento d'ufficio della nomina a professore ordinario di Riccardo Nocini. L'inversione di rotta rispetto alle iniziali rassicurazioni della governance scaturisce da discrepanze amministrative e dall'inchiesta della magistratura sul concorso presso il dipartimento di Otorinolaringoiatria.

Università di Verona: revoca della nomina e indagini

La decisione segna un netto cambio di strategia da parte dell'istituzione accademica, che ha notificato l'avvio dell'iter di autotutela per cancellare il concorso vinto dal trentatreenne Riccardo Nocini, figlio dell'ex rettore Pier Francesco Nocini. Nonostante lo scorso 19 dicembre l'attuale rettrice, Chiara Leardini, avesse garantito al Senato accademico la correttezza formale della procedura, successivi approfondimenti interni hanno evidenziato criticità insuperabili. Parallelamente alle verifiche amministrative, la vicenda è oggetto di un fascicolo esplorativo aperto dalla Procura di Verona. Il giovane chirurgo, unico candidato presentatosi alla selezione conclusasi a ridosso della scadenza del mandato paterno, avrà ora facoltà di presentare memorie difensive e opporsi al provvedimento che punta a invalidare il suo passaggio di ruolo nel Dipartimento di Scienze chirurgiche.

Incongruenze normative tra bando e programmazione

Il cuore della contestazione amministrativa risiede in una palese difformità tra la pianificazione delle risorse e l'effettivo bando di gara. Le verifiche hanno portato alla luce una discrasia tecnica fondamentale riguardante la Legge Gelmini (legge 240/2010):

  • Programmazione iniziale: Il Consiglio di dipartimento, nel febbraio 2024, aveva deliberato l'apertura di una posizione richiamando l'articolo 18 comma 4, norma concepita per favorire la mobilità di docenti esterni all'ateneo.

  • Bando effettivo: Il decreto emanato a giugno 2025 ha invece fatto riferimento al comma 4-ter, che disciplina i concorsi per professori ordinari senza vincoli di provenienza, favorendo potenzialmente candidati interni.

Secondo la ricostruzione dell'ateneo, il bando non rispecchiava la volontà programmatoria originaria. A questo vizio di forma si somma la questione delle incompatibilità parentali: la normativa vieta la partecipazione a concorsi in presenza di legami di parentela fino al quarto grado con i vertici dell'amministrazione. Durante le fasi preparatorie del bando, Pier Francesco Nocini ricopriva ancora la massima carica dell'ateneo veronese, elemento che inficerebbe la legittimità dell'intero processo.

Dubbi su pubblicazioni scientifiche e commissione

L'indagine, che ha sollevato un polverone mediatico e politico, si estende ben oltre gli aspetti burocratici, toccando il merito accademico e la composizione della giuria. Sotto la lente degli inquirenti è finita la produzione scientifica di Nocini Jr, autore di ben 242 pubblicazioni, un volume ritenuto statisticamente anomalo per un ricercatore della sua età ed esperienza. Ulteriori ombre gravano sulla commissione esaminatrice, in particolare sulla figura del professor Daniele Marchioni dell'Università di Modena e Reggio Emilia. I legami tra esaminatore e candidato appaiono stretti:

  • Marchioni ha diretto l'Otorinolaringoiatria a Borgo Trento e la scuola di specializzazione frequentata da Nocini.

  • Esistono numerose pubblicazioni scientifiche co-firmate dai due medici.

La questione è approdata in Parlamento grazie alle interrogazioni del senatore Andrea Crisanti (PD) e della deputata Marianna Ricciardi (M5S), che hanno sollecitato la ministra Anna Maria Bernini a inviare ispettori ministeriali per fare chiarezza sulla trasparenza delle procedure di reclutamento accademico.

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