Cedolini scuola: errori negli arretrati, Anief spiega come tutelarsi

Errori e voci mancanti negli stipendi di febbraio 2026. Come verificare gli importi su NoiPA e agire per tutelare i propri diritti.

21 febbraio 2026 12:30
Cedolini scuola: errori negli arretrati, Anief spiega come tutelarsi - Errori sui cedolini dello stipendio
Errori sui cedolini dello stipendio
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Il mese di febbraio 2026 ha portato brutte sorprese per molti lavoratori del comparto istruzione. L'emissione dei nuovi cedolini scuola ha infatti evidenziato diverse anomalie, spingendo migliaia di dipendenti a chiedere urgenti chiarimenti. Le problematiche principali riguardano il calcolo al ribasso dell'una tantum e, soprattutto, la mancanza dei dovuti arretrati stipendio. Il sindacato di categoria ha già raccolto oltre millecinquecento segnalazioni in pochi giorni, confermando che il disservizio non è un caso isolato o un semplice errore di distrazione, ma un problema strutturale gestito dal sistema centrale amministrativo.

Una tantum su NoiPA: i calcoli reali

All'interno del portale NoiPA, i lavoratori che hanno prestato servizio continuativo tra il mese di dicembre 2023 e l'anno 2024 trovano l'accredito dell'una tantum prevista dal contratto. Tuttavia, le cifre nette differiscono sensibilmente da quelle lorde comunicate inizialmente dall'amministrazione, a causa di una trattenuta previdenziale del 9,15%.

Di conseguenza, gli importi reali in tasca ai lavoratori ammontano a:

  • 101,48 euro per il personale docente (invece di 111,70 euro lordi).

  • 245,93 euro per il personale ATA (invece di 270,70 euro lordi).

Per quanto riguarda i supplenti con contratti brevi o saltuari, il Ministero ha chiarito che il pagamento non è presente in questo mese, ma avverrà tramite un'emissione speciale prevista per marzo 2026.

Arretrati stipendio: le criticità segnalate

Il sindacato Anief ha registrato volumi anomali di segnalazioni riguardanti irregolarità contabili. Il problema maggiore si concentra sui lavoratori precari e su alcuni dipendenti di ruolo che denunciano di non aver mai percepito l'anticipo degli aumenti contrattuali.

Questa specifica voce, che corrisponde al 3,35% dello stipendio lordo, è un elemento retributivo fondamentale. La sua assenza cronica, unita alla mancanza della prima indennità di vacanza contrattuale, genera ammanchi che possono raggiungere e superare i 100 euro mensili. Come sottolineato dai rappresentanti sindacali, un errore in questa fase rischia di abbassare in modo permanente la base di calcolo per l'intera carriera futura del dipendente.

Come agire in caso di errori formali

Per proteggere i propri diritti economici, è essenziale effettuare un controllo accurato. Le Ragionerie territoriali hanno già chiarito che non hanno competenza diretta sulle correzioni, poiché la responsabilità ricade interamente sul sistema centrale della pubblica amministrazione.

Ecco i passi operativi suggeriti per tutelarsi efficacemente:

  • Confrontare le buste paga: paragonare l'importo corrente con quello di gennaio 2024 per verificare la corretta applicazione degli adeguamenti tabellari e della tassazione separata.

  • Richiedere assistenza: contattare i propri referenti sindacali per sollecitare l'apertura di un ticket di assistenza ufficiale verso il sistema centrale.

  • Avviare un'azione legale: se le anomalie persistono e le vie bonarie falliscono, è necessario intraprendere un ricorso giudiziale per recuperare le somme negate, ricordando che tali diritti sono soggetti a una prescrizione di cinque anni.

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