Classi differenziali: il ministro Valditara rilancia l'inclusione contro le sezioni separate per merito

Il ministro boccia le classi differenziali e difende una scuola che personalizza la didattica per valorizzare i talenti di ogni studente.

28 giugno 2026 15:00
Classi differenziali: il ministro Valditara rilancia l'inclusione contro le sezioni separate per merito - Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara
Il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara
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Il tema delle classi differenziali torna al centro del dibattito sulla scuola italiana. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha respinto con parole nette l'idea di separare gli studenti in base al profitto. Per il ministro, dividere i ragazzi in sezioni distinte non è una soluzione: la strada giusta resta quella di una scuola capace di personalizzare la formazione e di riconoscere il valore di ciascuno, senza creare barriere tra chi rende di più e chi fatica.

Le parole di Valditara contro le classi differenziali

Il ministro è intervenuto sabato 27 giugno a Milano Marittima, all'appuntamento della Lega Giovani intitolato 'NexUS la generazione che non si arrende'. In quell'occasione ha usato toni decisi contro chi vorrebbe tornare alle classi differenziali. «Mi dispiace quando qualcuno oggi vorrebbe creare addirittura le classi differenziali. Vuol dire che non ha capito proprio un tubo, scusate», ha dichiarato Valditara. Per il titolare del dicastero, ogni studente porta con sé qualità da far emergere. La scuola vera, ha spiegato, è quella che valorizza i talenti dei giovani perché personalizza la formazione, invece di chiuderli in gruppi separati secondo i risultati.

La proposta che ha acceso lo scontro

Le dichiarazioni del ministro arrivano come risposta alle posizioni di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. Nei giorni scorsi l'ex militare aveva rilanciato l'ipotesi di un sistema scolastico con sezioni divise per merito e profitto degli studenti. La cosa più discussa è il modo in cui ha presentato l'idea: secondo Vannacci un simile modello sarebbe un «fattore inclusivo e non discriminante». Una lettura che ha subito sollevato reazioni forti nel mondo della politica e della scuola, perché ribalta il significato comune del termine inclusione, di solito legato all'idea di tenere insieme gli alunni e non di separarli in percorsi distinti.

La scuola che personalizza secondo il ministro

Per Valditara il modello da seguire non passa dalla divisione, ma dall'inclusione reale. La differenza, spiega, è sostanziale: rispondere alle difficoltà dei singoli non significa creare classi a parte, bensì adattare l'insegnamento a ogni ragazzo. Solo così, sostiene il ministro, si possono «preparare i giovani per il futuro». Questa, ha aggiunto, è «la linea retta che ispira le riforme che stiamo portando avanti». L'obiettivo dichiarato resta valorizzare i talenti di ogni giovane, «perché ogni giovane ha dei talenti straordinari. Questo è il punto vero che spesso in passato non è stato considerato». Il ministro lega dunque la sua idea di scuola al concetto di personalizzazione, contrapposta nettamente a quella delle classi separate.

Le critiche dall'idea delle classi separate

Anche dall'opposizione sono arrivate parole dure verso la proposta. Giovanni Barbera, della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista, ha attaccato l'ex vice-presidente della Lega. «Siamo ormai oltre il ridicolo e nel pieno del grottesco. L'ultima perla del Generale Vannacci? Le classi separate a scuola in base al 'merito' e al profitto, che secondo la sua singolare visione sarebbero persino 'inclusive'», ha detto. Per Barbera si tratterebbe di un vero «apartheid di classe» tra gli studenti, con chi prende ottimo in una sezione e chi prende sufficiente in un'altra. Il dirigente politico ha paragonato questa divisione a una gabbia dello zoo definita inclusiva solo perché tiene insieme animali simili, bocciando senza appello l'intera proposta.

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