Classi differenziali: dalle prime norme del 1928 alla Legge 517 del 1977
Le classi differenziali nacquero nel Novecento e furono abolite nel 1977: ecco le regole che le hanno disciplinate e poi cancellate.
Le classi differenziali sono state per decenni una realtà della scuola italiana. Nascevano per separare gli alunni considerati difficili o con problemi di apprendimento dal resto dei compagni. Oggi non esistono più, ma per capire il valore dell'attuale integrazione scolastica vale la pena ripercorrere le norme che le hanno create e quelle che le hanno fatte sparire.
Cosa erano le classi differenziali
Le classi differenziali erano classi speciali create dentro le scuole comuni. Accoglievano bambini ritenuti disadattati, con difficoltà di apprendimento lievi o problemi di comportamento. L'idea di fondo era semplice: togliere dalla classe ordinaria gli alunni che rallentavano il gruppo e radunarli in un ambiente a parte. Diverse erano invece le scuole speciali, pensate per disabilità più gravi. Per molto tempo questa separazione è sembrata normale, ma col passare degli anni si è rivelata una forma di esclusione che pesava sul futuro dei più fragili.
Le prime regole tra Novecento e fascismo
Le prime esperienze risalgono all'inizio del Novecento. Già nel 1900, a Torino, nacquero classi speciali per i bambini con difficoltà. Il termine venne reso ufficiale durante il regime fascista, con il regio decreto del 5 febbraio 1928, il testo unico sull'istruzione elementare. Da quel momento le classi differenziali ebbero una base normativa precisa. Esperienze simili esistevano in tutta Europa, segno di una mentalità diffusa che preferiva dividere gli alunni invece di farli crescere uno accanto all'altro.
La svolta tra gli anni Sessanta e Settanta
Il sistema restò in piedi a lungo. Con la legge 1859 del 1962 nacque la scuola media unica e furono riordinate le classi differenziali, previste dagli articoli 11 e 12. Il DPR 1518 del 1967 distinse poi tra scuole speciali e classi differenziali. Negli anni Settanta il clima cambiò e alcune norme aprirono la strada a una scuola diversa:
la legge 118 del 1971 aprì le classi comuni agli alunni con disabilità lieve;
la commissione Falcucci del 1975 criticò ogni forma di scuola separata;
nello stesso 1975 il DPR 970 introdusse l'insegnante di sostegno.
Con la Legge 517 del 1977 si cancellano definitivamente
La fine arrivò con la Legge 517 del 4 agosto 1977, approvata dal governo Andreotti. L'articolo 7 abolì le classi differenziali e le classi di aggiornamento. L'Italia fu il primo Paese al mondo a compiere questa scelta. Al posto della separazione arrivò l'integrazione: gli alunni con disabilità entrarono nelle classi comuni, con un massimo di venti studenti e il supporto di insegnanti specializzati. Le nuove regole ebbero effetto dall'anno scolastico 1977-78 e chiusero una lunga stagione di scuole divise.
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