CNDDU: garantire in Calabria il diritto alla salute dei minori con disabilità

Il CNDDU chiede al Presidente Occhiuto interventi immediati per tutelare il diritto alla salute e i presidi sanitari vitali per i minori.

A cura di Scuolalink Scuolalink
13 gennaio 2026 09:45
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Il CNDDU sollecita le istituzioni calabresi sul caso di Monasterace. È urgente proteggere il diritto alla salute dei più fragili, garantendo presidi sanitari continui senza interruzioni burocratiche. La dignità dei malati non può attendere.

Appello istituzionale al Presidente della Regione Calabria per la garanzia del diritto alla salute dei minori con disabilità

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, con senso di responsabilità istituzionale e nel rispetto delle prerogative degli organi di governo regionale, intende richiamare l’attenzione del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, sulla grave e persistente criticità emersa nel caso del minore Pasqualino Genovese, residente a Monasterace e affetto da gravi disabilità.

La discontinuità nella fornitura dei presidi sanitari indispensabili alla nutrizione e alla sopravvivenza del minore costituisce un fatto di particolare rilevanza istituzionale, in quanto incide direttamente sull’esercizio di un diritto fondamentale riconosciuto dall’articolo 32 della Costituzione italiana e tutelato dalle Convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia e delle persone con disabilità. Tali presidi non possono essere assimilati a prestazioni differibili o subordinate a rinnovi procedurali reiterati, trattandosi di strumenti essenziali alla tutela della vita e della salute.

Il ricorso dei genitori alle vie giudiziarie, formalizzato presso la Procura della Repubblica di Locri e la Procura della Repubblica di Catanzaro, rappresenta un elemento di forte criticità per il sistema pubblico, poiché segnala l’impossibilità, allo stato, di ottenere risposte tempestive ed efficaci attraverso i canali ordinari dell’amministrazione sanitaria. Tale circostanza non può essere considerata un evento isolato, ma appare riconducibile a problematiche strutturali nella gestione e nel coordinamento dei servizi sociosanitari.

Il CNDDU ritiene che la reiterazione di procedure complesse e frammentate, unite a ritardi amministrativi, produca effetti lesivi non solo sul piano sanitario, ma anche su quello della dignità delle famiglie coinvolte, chiamate a sostenere un onere improprio per vedersi riconosciuti diritti che dovrebbero essere garantiti in modo automatico e continuativo.

Alla luce di quanto esposto, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un formale e autorevole appello al Presidente della Regione Calabria affinché:

  • sia assicurata con immediatezza e senza soluzione di continuità la fornitura dei presidi sanitari salvavita necessari al minore e a tutti i soggetti che versano in analoghe condizioni cliniche;

  • vengano adottati indirizzi regionali chiari e vincolanti, finalizzati a uniformare e semplificare le procedure amministrative, garantendo la continuità assistenziale;

  • sia rafforzato il sistema di monitoraggio e responsabilità degli enti preposti, al fine di prevenire il ripetersi di situazioni analoghe;

  • venga riaffermato, anche sul piano amministrativo e gestionale, il principio secondo cui il diritto alla salute non è oggetto di discrezionalità, ma un dovere inderogabile delle istituzioni.

La capacità di un sistema pubblico di tutelare i cittadini più fragili rappresenta un indicatore essenziale della qualità democratica e della credibilità delle istituzioni. Il CNDDU confida in un intervento tempestivo e risolutivo del Presidente della Regione Calabria, nella consapevolezza che la piena ed effettiva tutela dei diritti fondamentali costituisce il presupposto imprescindibile della coesione sociale e della legalità costituzionale.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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