Codice Rosa Sant’Andrea di Roma: il protocollo diventa una tesi di laurea
Analisi accademica sul modello di assistenza alle vittime di abusi: oltre 500 casi gestiti dal 2018 grazie al presidio ospedaliero romano
Una neo-laureata della Sapienza ha dedicato il suo elaborato finale al Codice Rosa attivo presso l’Ospedale Sant’Andrea, analizzando l’evoluzione del protocollo contro la violenza. Lo studio evidenzia l'efficacia dell'approccio multidisciplinare che, dal 2018, ha garantito assistenza mirata in oltre 500 interventi critici.
Dalla corsia all'ateneo: lo studio sul Codice Rosa
L'integrazione tra formazione accademica e realtà ospedaliera ha trovato una nuova sintesi nel lavoro di Valiantsina Kuchynskaya Sviatchanka, che ha conseguito la laurea in Medicina e psicologia presso La Sapienza Università di Roma. Il suo elaborato, intitolato «Rispondere alla violenza nell'assistenza sanitaria: il Codice rosa protocollo e l'esperienza dell'ospedale Sant'Andrea», trascende il mero esercizio teorico per addentrarsi nelle complessità operative della gestione dei traumi. L'interesse per la materia è maturato frequentando il corso di «Clinical psychology of trauma stigma and gender violence», diretto dalla professoressa Valeria Carola all'interno del dipartimento di Psicologia dinamica. La studentessa non si è limitata a un approccio nozionistico, ma ha dissezionato le dinamiche della violenza da partner intimo, esaminando le risposte istituzionali e l'evoluzione pratica delle procedure attuate nel nosocomio romano, trasformando fatti di cronaca e dati sanitari in materiale di studio scientifico.
Protocolli sanitari e responsabilità clinica verso le vittime
Al centro dell'analisi accademica vi è la convinzione che l'aggiornamento dei protocolli ospedalieri non rappresenti un semplice adempimento burocratico, bensì un imperativo etico e clinico. Secondo quanto emerso dalla discussione della tesi, procedure codificate e basate su evidenze scientifiche sono essenziali per offrire ai sopravvissuti un rifugio sicuro, garantendo al contempo la validità forense delle refertazioni. La relatrice ha lodato la capacità della candidata di mettere in luce la natura olistica dell'intervento necessario: un intreccio complesso che lega aspetti clinici, giuridici, organizzativi e socioassistenziali. La sicurezza del paziente e il contenimento psicologico emergono come priorità assolute, richiedendo ai professionisti sanitari di operare con una precisione tecnica che non escluda, ma anzi integri, una profonda compassione umana nel trattamento del trauma.
Il bilancio operativo del Sant’Andrea: oltre 500 interventi
L'attenzione accademica rivolta al presidio ha suscitato il plauso di Marzietta Montesano, referente del Codice Rosa presso l’azienda ospedaliera universitaria, la quale ha sottolineato come tale riconoscimento gratifichi il lavoro quotidiano del team multidisciplinare. Il servizio, operativo 24 ore su 24, rappresenta un punto di riferimento cruciale sul territorio per chi esce dal silenzio degli abusi. I dati raccolti negli ultimi cinque anni delineano un quadro operativo intenso e trasversale:
Oltre 500 interventi gestiti complessivamente dal 2018 ad oggi.
L'utenza comprende donne, anziani e uomini, senza distinzione di genere.
Il 10% dei casi riguarda minori, evidenziando una criticità sociale rilevante.
La referente ha ribadito l'importanza di divulgare l'esistenza di questo percorso anche attraverso canali accademici, affinché chiunque necessiti di aiuto sappia di poter contare su una rete di supporto pronta ad accogliere e curare con dedizione costante.