Come diventare insegnante della scuola secondaria: titoli, abilitazione e 60 CFU richiesti
Come diventare insegnante della scuola secondaria: titoli, abilitazione, 60 CFU, concorsi e graduatorie in parole semplici
Diventare insegnante scuola secondaria oggi richiede un percorso preciso. Il decreto 36 del 2022, convertito nella legge 79, ha cambiato le regole per chi vuole entrare di ruolo nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Servono titoli specifici, un percorso di formazione e il superamento di un concorso. Vediamo passo dopo passo cosa occorre.
Requisiti per insegnante scuola secondaria
Le novità del decreto 36 stabiliscono regole chiare. Per partecipare ai concorsi selettivi e ottenere l'immissione in ruolo, l'aspirante docente deve possedere tre elementi. Il primo è una laurea magistrale che dia accesso a una classe di concorso. Il secondo è l'abilitazione all'insegnamento. Il terzo sono i 60 CFU, crediti formativi universitari acquisiti tramite un percorso accademico di formazione iniziale, selezione e prova. Senza questi titoli non si accede alla selezione per il ruolo nella scuola secondaria di primo e secondo grado.
Obiettivi del percorso di formazione
Il percorso di formazione iniziale, selezione e prova non è solo burocrazia. Serve a sviluppare e verificare competenze concrete nei futuri docenti. Si lavora sugli aspetti culturali e disciplinari, ma anche su quelli pedagogici, psicopedagogici, didattici e metodologici. Molta attenzione va alla dimensione relazionale, orientativa, valutativa, organizzativa e inclusiva verso gli studenti. Lo scopo è formare professionisti capaci di progettare percorsi didattici flessibili, adatti a ogni studente, e di svolgere con consapevolezza i compiti legati alla funzione docente, all'organizzazione scolastica e alla deontologia professionale.
Insegnanti ITP: regole speciali
Per gli insegnanti tecnico-pratici (ITP) vale una regola temporanea. Fino al 31 dicembre 2026 possono partecipare ai concorsi con il solo diploma di secondo grado. È un'eccezione pensata per garantire continuità a queste figure professionali. Dal 1° gennaio 2027, salvo eventuali proroghe, anche gli ITP dovranno possedere la laurea per accedere alle selezioni. Chi rientra in questa categoria ha quindi una finestra di tempo limitata per sfruttare le condizioni attuali.
Supplenze e graduatorie GPS
In attesa del concorso esistono strade per lavorare subito. Il docente può iscriversi nelle GPS di prima fascia se ha già l'abilitazione o la specializzazione sul sostegno. Chi è ancora in attesa di questi titoli rientra nella seconda fascia. Esiste anche la via degli elenchi aggiuntivi: chi consegue laurea, abilitazione o specializzazione entro il 31 dicembre 2026 può presentare domanda per l'anno scolastico 2027/2028. Da questi elenchi si attinge dopo lo scorrimento della prima fascia e prima della seconda. Restano valide pure le supplenze con MAD (Messa A Disposizione) e l'interpello per i neolaureati privi di abilitazione.
Come funziona il concorso docenti
Il concorso docenti viene bandito periodicamente dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, in base ai posti vacanti autorizzati dal MEF. Ogni bando fissa date di presentazione delle domande, titoli richiesti, numero di posti e requisiti. Al termine delle prove i candidati vengono graduati in base al punteggio totale, dato dai voti delle prove e dai titoli posseduti. Entrano in ruolo tanti docenti quanti sono i posti previsti dal bando. Chi non vince ma supera le prove può comunque rientrare tra gli idonei.
Immissioni in ruolo degli idonei
I candidati idonei che non rientrano tra i vincitori possono presentare ogni anno domanda per gli elenchi regionali, sia nella regione del concorso sia in altre regioni. L'attingimento per il ruolo segue un ordine preciso di priorità:
docenti inseriti nelle graduatorie a esaurimento;
docenti inseriti nelle graduatorie di merito concorsuale;
docenti inseriti nelle graduatorie di merito dal 2020 in poi;
docenti inseriti nelle GPS prima fascia sostegno.
Questo sistema permette di valorizzare chi ha già superato le prove.