Commemorazione Strage di Cutro a scuola: il preside del Barlacchi chiarisce l’equivoco
Nessuno stop alla memoria: Arcuri spiega l’errore amministrativo e conferma l’evento sulla Strage di Cutro per il 25 febbraio a Crotone.
Rientra il caso sulla commemorazione della Strage di Cutro all’istituto Barlacchi-Lucifero. Il dirigente scolastico Arcuri smentisce il diniego denunciato dai sindacati, parlando di un mero errore burocratico e confermando l'impegno dell'istituto per il ricordo delle 94 vittime.
Il chiarimento del dirigente: un errore interpretativo, non censura
Non vi è stata alcuna volontà di silenziare il ricordo, né tantomeno di impedire agli studenti di riflettere su una delle pagine più dolorose della storia recente della Calabria. A ribadirlo con fermezza è Girolamo Arcuri, dirigente scolastico dell'istituto Barlacchi-Lucifero di Crotone, finito al centro di una tempesta mediatica dopo la denuncia della Cgil. Il sindacato aveva segnalato un presunto rifiuto della scuola di ospitare l'iniziativa in memoria delle vittime del naufragio del caicco Summer Love, avvenuto due anni fa a Steccato di Cutro.
Arcuri, rompendo il silenzio, ha definito l'accaduto un "equivoco che ha generato il caos", riconducendo il tutto a un errore interpretativo a livello amministrativo. Il preside ha sottolineato come fosse stato lui stesso, in origine, a sollecitare l'organizzazione dell'evento, autorizzandolo formalmente. L'obiettivo ora è ricucire immediatamente lo strappo: il dirigente contatterà le sigle sindacali per calendarizzare la manifestazione il prossimo 25 febbraio, data simbolo poiché vigilia del tragico anniversario. La scuola, ha precisato Arcuri, aveva già predisposto elaborati e un video messaggio indirizzato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a dimostrazione di una sensibilità mai venuta meno.
La polemica sulla Circolare ministeriale e la Strage di Cutro
Il cortocircuito comunicativo è nato in relazione a una specifica direttiva: la Nota ministeriale del 17 novembre, a firma del capo dipartimento Carmela Palumbo. La Flc-Cgil, guidata dalla segretaria Gianna Fracassi, aveva interpretato le difficoltà organizzative opposte dalla scuola come una diretta applicazione di tale circolare, che impone il rispetto del pluralismo e del contraddittorio negli eventi scolastici.
La questione sollevata dal sindacato è stata di natura etica prima che burocratica: è possibile applicare il concetto di "contraddittorio" di fronte alla morte di 94 persone, tra cui 35 minori? Fracassi ha denunciato il rischio che la scuola, per timore di violare le linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito, scivoli nell'autocensura, trasformando un luogo di educazione civica in un ostaggio della burocrazia. Secondo il sindacato, pretendere di affiancare voci contrastanti al ricordo delle vittime della Strage di Cutro rappresenterebbe una "torsione gravissima" del mandato educativo.
L'intervento dell'Usr Calabria e il valore umanitario
A dirimere la questione, fornendo una chiave di lettura definitiva, è intervenuto l'Ufficio Scolastico Regionale (Usr) della Calabria. Con una nota ufficiale diramata domenica 15 febbraio, l'Usr ha sgombrato il campo da interpretazioni restrittive, dando di fatto ragione alle perplessità sollevate dalla Flc-Cgil. Le autorità scolastiche regionali hanno chiarito che le circolari ministeriali sul pluralismo non possono e non devono essere utilizzate per bloccare iniziative di "alto valore umanitario".
Il naufragio di Cutro è stato classificato dall'Usr come un evento luttuoso che unisce il Paese in un sentimento di pietà collettiva, esulando quindi dalle dinamiche del dibattito politico che richiedono il bilanciamento delle opinioni. L'obiettivo della scuola resta quello di garantire il benessere della comunità e la crescita degli studenti attraverso il dialogo, ma senza che questo si traduca in ostacoli burocratici di fronte a tragedie umane di tale portata.