Concorsi Scuola: il caso INDIRE e i punteggi aggiuntivi per il sostegno

Un nuovo capitolo nei concorsi scuola: i percorsi a numero programmato INDIRE valgono come selettivi per ottenere i 12,50 punti.

A cura di Redazione Redazione
29 giugno 2026 18:30
Concorsi Scuola: il caso INDIRE e i punteggi aggiuntivi per il sostegno - Uniti per INDIRE
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Il dibattito sui concorsi scuola si accende attorno al riconoscimento dei punteggi aggiuntivi per i titoli INDIRE. Una nuova strategia difensiva dimostra come il numero programmato equivalga a un percorso selettivo, aprendo la strada a possibili rettifiche delle graduatorie.

Concorsi Scuola: il "numero programmato" equivale a percorso selettivo? La tesi che riapre i punteggi aggiuntivi per i titoli INDIRE

Il panorama dei concorsi scuola si arricchisce di un nuovo, interessante capitolo legato alla valutazione dei titoli abilitanti e di specializzazione. Al centro del dibattito vi è il riconoscimento dei 12,50 punti aggiuntivi previsti dall’Allegato B (punto A.2.2) del D.M. 205/2023 per chi ha conseguito la specializzazione sul sostegno attraverso "percorsi selettivi di accesso".

Il nodo della questione riguarda in particolare i percorsi gestiti da INDIRE: molti Uffici Scolastici Regionali tendono a escludere tali titoli dall'attribuzione del bonus, sostenendo che non si tratti di procedure propriamente selettive. Tuttavia, una recente e diffusa strategia di contestazione — basata sulle stesse dichiarazioni ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) — potrebbe ribaltare l'orientamento degli USR.

Questa innovativa e stringente strategia difensiva è stata studiata nei minimi dettagli dal legale della Community "Uniti per INDIRE", offrendo una linea d'azione coordinata e solidissima a tutti i docenti coinvolti.

La chiave del problema: l'interpretazione di "percorso selettivo"

Molti candidati esclusi stanno promuovendo formali istanze di riesame in autotutela per chiedere la rettifica del punteggio e la conseguente rideterminazione della propria posizione nelle graduatorie di merito.

La tesi difensiva sviluppata dal legale della Community si fonda su un vero e proprio cortocircuito logico e interpretativo in cui è caduta l'Amministrazione. Per escludere i titoli INDIRE, gli USR sostengono che la prova finale o le modalità d'accesso non integrino i requisiti di un concorso selettivo. Ma è lo stesso Ministero ad aver smentito questa impostazione restrittiva attraverso i propri canali ufficiali.

Il valore della F.A.Q. n. 21 del MIM

Il punto di svolta normativo individuato nella strategia risiede nella F.A.Q. n. 21 del PNRR3 pubblicata dal MIM per le procedure concorsuali. Nel chiarire se l'abilitazione conseguita tramite i nuovi percorsi da 60 CFU (introdotti dalla riforma del reclutamento) desse diritto al punteggio aggiuntivo, il Ministero ha risposto testualmente: “Sì, trattandosi di abilitazione conseguita attraverso 'percorsi selettivi di accesso', con riferimento al numero programmato.”

L'Amministrazione stessa ha quindi messo nero su bianco un principio interpretativo univoco: un percorso è "selettivo" laddove sia previsto un numero programmato di posti all'ingresso.

Perché i percorsi INDIRE devono essere valutati

Se il criterio identificativo della selettività è il contingentamento dei posti a monte, i percorsi di specializzazione sul sostegno targati INDIRE rientrano appieno in questa definizione:

 1. Posti limitati: I percorsi INDIRE prevedono un numero chiuso e programmato di partecipanti, stabilito a monte dallo stesso Ministero tramite appositi decreti dipartimentali.

 2. Sbarramento all'accesso: Come previsto, ad esempio, dal D.M. 75 del 24 aprile 2025, in caso di eccedenza delle domande rispetto al fabbisogno scattano precise modalità di selezione dei partecipanti. Non vi è, dunque, un accesso libero o indiscriminato: l'ammissione è subordinata a criteri rigidi che generano una vera e propria selezione ex ante.

Gli USR al bivio: assegnare il punteggio o affrontare ondate di ricorsi

Negare i 12,50 punti aggiuntivi ai docenti specializzati INDIRE, applicando ai loro titoli un metro di giudizio diverso rispetto a quello usato per i 60 CFU, configura una palese violazione dei principi di buon andamento e imparzialità della Pubblica Amministrazione (art. 97 della Costituzione).

Le istanze di autotutela presentate dai docenti chiedono formalmente il riesame delle graduatorie. Dinanzi a una logica così stringente e blindata, *gli USR non avranno altro da fare che cedere e assegnare il punteggio spettante, se vorranno evitarsi ondate di ricorsi giurisdizionali e la conseguente paralisi delle graduatorie davanti al TAR.

La strada per la tutela dei diritti dei precari della scuola, grazie all'iniziativa di "Uniti per INDIRE", è ormai tracciata.

Come richiedere il modello dell'istanza: un'iniziativa totalmente gratuita

Per supportare concretamente tutti i docenti che si trovano in questa situazione di palese ingiustizia, la Community ha deciso di scendere in campo in modo diretto. Chiunque volesse ricevere il modello dell'istanza in autotutela può rivolgersi direttamente alla Community "Uniti per INDIRE".

Dalla Community fanno sapere, con orgoglio, che non è richiesto nessun compenso per il materiale:

"Noi lavoriamo solo per passione, per la giustizia e per la verità! Il nostro obiettivo è scardinare tutta la speculazione che ruota intorno al mondo dell'istruzione, un sistema in cui i docenti precari finiscono troppo spesso per essere le uniche vittime."

Un segnale forte che trasforma questa battaglia legale in una vera e propria mobilitazione etica a difesa della dignità dei lavoratori della scuola.

Daniela Nicolò portavoce Community Uniti per INDIRE 

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