Concorso PNRR3 e specializzazione sul sostegno: la Community "Uniti per INDIRE" si attiverà con i ricorsi al TAR
La contestazione riguarda il mancato riconoscimento del punteggio aggiuntivo di 12,50 punti per i titoli conseguiti ai sensi del D.L. 71/2024.
Inoltrata una ulteriore nota formale di chiarimento al Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Le imminenti procedure di immissioni in ruolo del personale docente rischiano di aprirsi con una serie di contenziosi davanti alla giustizia amministrativa. Al centro della controversia vi è la valutazione dei titoli di specializzazione all'interno delle graduatorie di merito del Concorso PNRR3 per i posti di sostegno, una questione che coinvolge i circa 6.000 docenti aderenti alla Community nazionale "Uniti per INDIRE".
La portavoce del movimento, Daniela Nicolò, ha inoltrato in queste ore una formale richiesta di chiarimento ufficiale al Ministro dell'Istruzione e del Merito. Secondo quanto segnalato dai candidati, le commissioni giudicatrici regionali non stanno attribuendo ai docenti che hanno conseguito la specializzazione sul sostegno tramite i percorsi istituiti dal Decreto Legge n. 71/2024 il punteggio aggiuntivo di 12,50 punti, ordinariamente previsto per il TFA universitario. Una decurtazione che, nell'ambito di una procedura concorsuale basata sui centesimi, determina lo scivolamento dei candidati di numerose posizioni, escludendoli di fatto dall'accesso al ruolo.
Il profilo di contraddittorietà amministrativa
La posizione espressa dalla Community si fonda su un'evidente incongruenza nell'azione della Pubblica Amministrazione. Il Ministero ha infatti consentito ai docenti iscritti ai percorsi INDIRE lo scioglimento della riserva per l'accesso al concorso PNRR3, convalidando il titolo quale valido requisito di partecipazione.
"Risulta giuridicamente contraddittorio" – si legge nella nota inviata dalla portavoce Daniela Nicolò al MIM – "che un titolo di Stato sia ritenuto idoneo per l'accesso alla procedura concorsuale, ma venga successivamente privato del suo valore in termini di punteggio culturale all'interno della medesima sessione".
I docenti evidenziano inoltre una disparità rispetto al sistema delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), dove il medesimo titolo abilitante ex D.L. 71/2024 è stato invece pienamente riconosciuto e valutato con l'attribuzione dei 12,50 punti. Si configura così un trattamento asimmetrico dello stesso titolo a seconda che lo si utilizzi per il conferimento delle supplenze o per le immissioni in ruolo.
La disparità di trattamento rispetto ai contingenti riservati
Un altro punto cardine della diffida attiene al principio di uguaglianza e di valorizzazione del merito. Il bonus di 12,50 punti viene regolarmente computato a favore dei docenti del TFA ordinario che hanno avuto accesso ai percorsi universitari tramite la riserva del 35% destinata ai "triennalisti", i quali sono stati esentati per legge dal sostenere l'intero impianto delle prove selettive di ammissione.
Al contrario, la medesima valutazione viene negata ai docenti INDIRE e a coloro che possiedono un titolo estero, nonostante l'avvenuto superamento di regolari e selettive prove d'accesso. Sotto il profilo normativo, la Community respinge anche l'eccezione cronologica legata alla data del bando (2023): trattandosi di una procedura concorsuale non ancora conclusa al momento dell'entrata in vigore del D.L. 71/2024, l'Amministrazione avrebbe dovuto provvedere al coordinamento delle norme in via di autotutela integrativa.
La strategia dei ricorsi regionali e il rito abbreviato
In mancanza di un tempestivo intervento interpretativo e correttivo da parte del Ministero, la Community ha già definito la strategia processuale per tutelare i diritti dei propri iscritti.
Al fine di evitare vizi di inammissibilità per incompetenza territoriale, non verrà proposto un unico ricorso collettivo nazionale. L'azione legale si articolerebbe attraverso ricorsi collettivi mirati, suddivisi per singola Regione e per specifica Classe di Concorso (ADAA, ADEE, ADMM, ADSS), che verranno depositati non appena i singoli Uffici Scolastici Regionali (USR) pubblicheranno i decreti di approvazione definitiva delle graduatorie.
I legali potrebbero chiedere l'applicazione dell'Articolo 119 del Codice del Processo Amministrativo (C.P.A.), che prevede il dimezzamento dei termini processuali per le controversie relative ai concorsi pubblici, in combinato disposto con l'Articolo 60 C.P.A., volto a ottenere una sentenza di merito immediata già in sede di udienza camerale cautelare. L'obiettivo formale è la rideterminazione del punteggio dei ricorrenti prima della stipula dei contratti a tempo indeterminato.