Condanna Eugenia Carfora: docente risarcito per depennamento illegittimo dalle graduatorie

Tribunale Napoli Nord: Eugenia Carfora condannata a risarcire 16mila euro per l'illegittimo depennamento di un docente dalle graduatorie.

A cura di Scuolalink Scuolalink
06 febbraio 2026 19:05
Condanna Eugenia Carfora: docente risarcito per depennamento illegittimo dalle graduatorie - Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani
Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani
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Una recente sentenza del Tribunale di Napoli Nord ha condannato la nota dirigente scolastica Eugenia Carfora. Al centro della vicenda il depennamento illegittimo di un insegnante, che riceverà un risarcimento di 16mila euro. Il caso riaccende il dibattito sulla tutela dei diritti a scuola.

Sentenza Tribunale Napoli Nord: condannata la dirigente Eugenia Carfora per depennamento docente dalle graduatorie – risarcimento di 16mila euro

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto della sentenza del Tribunale civile di Napoli Nord che ha condannato la dirigente scolastica dell’Istituto Morano di Caivano, Eugenia Carfora, al risarcimento di circa 16mila euro in favore di un docente, quale ristoro per la perdita del vantaggio economico derivante dal decreto di depennamento dalle graduatorie per le supplenze.

Una decisione che, al di là dei profili personali e mediatici – la dirigente è nota anche per aver ispirato la fiction La Preside – riporta al centro del dibattito pubblico un tema che ci sta profondamente a cuore: la tutela dei diritti dei lavoratori della scuola e il corretto esercizio del potere amministrativo.

La vicenda, risalente all’ottobre 2022, trae origine dalla richiesta di produzione dei titoli di studio a seguito di convocazione per una supplenza. A fronte dello smarrimento della pergamena di laurea, il docente aveva presentato denuncia di smarrimento, certificato di laurea e diploma. Nonostante ciò, la pratica veniva archiviata e, successivamente, veniva adottato un decreto di depennamento per tutte le classi di concorso e per ogni ordine e grado di istruzione.

Il Tribunale di Napoli Nord, in funzione lavoro, ha ritenuto legittimo il provvedimento limitatamente all’anno scolastico 2022-2023, ma illegittimo per gli anni successivi, incluso il 2023-2024, riconoscendo il danno economico patito dal docente.

Come Coordinamento, riteniamo che questa sentenza offra almeno tre spunti di riflessione imprescindibili.

Primo. Il principio di proporzionalità deve orientare ogni atto amministrativo. La scuola è presidio di legalità, ma la legalità non può trasformarsi in formalismo punitivo quando esistono strumenti idonei a verificare titoli e requisiti senza comprimere in modo irreversibile il diritto al lavoro.

Secondo. Il diritto al contraddittorio e alla trasparenza procedimentale non sono meri adempimenti burocratici: rappresentano il cuore dello Stato di diritto. Un decreto di depennamento che incide su tutte le graduatorie e su tutti gli ordini di scuola produce effetti dirompenti sulla vita professionale e personale di un docente; proprio per questo richiede massima cautela e motivazione rigorosa.

Terzo. La cultura dei Diritti Umani deve permeare non solo l’insegnamento in aula, ma anche la governance delle istituzioni scolastiche. La scuola non può educare alla dignità, alla giustizia e alla responsabilità se non è essa stessa luogo di equilibrio tra potere e garanzie.

Esprimiamo rispetto per il lavoro della magistratura e per il ruolo dei dirigenti scolastici, chiamati quotidianamente a decisioni complesse in contesti difficili. Tuttavia, ribadiamo che l’autonomia scolastica non è sinonimo di discrezionalità illimitata: essa si esercita entro i confini della legge e nel costante bilanciamento tra efficienza amministrativa e tutela dei diritti.

Auspichiamo che episodi come questo diventino occasione di formazione e confronto all’interno delle comunità educanti, affinché si rafforzi una cultura amministrativa ispirata ai principi di equità, proporzionalità e responsabilità.

La scuola italiana ha bisogno di dirigenti autorevoli e di docenti tutelati. Non di contrapposizioni, ma di regole chiare e diritti garantiti.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani continuerà a vigilare e a promuovere iniziative di sensibilizzazione sul rispetto dei diritti nel mondo dell’istruzione, convinto che la credibilità dell’istituzione scolastica passi anche dalla coerenza tra ciò che insegna e ciò che pratica.

prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU

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