Contratto tecnologi università: firmata l'intesa, ecco le novità su stipendi e carriere
Aran e sindacati siglano la sequenza contrattuale per il personale tecnico. Definito il profilo del tecnologo a tempo indeterminato.
Il 24 febbraio 2026 è stata ufficialmente siglata la sequenza contrattuale relativa al contratto tecnologi università, segnando un'evoluzione cruciale per l'ordinamento professionale università. L'accordo dà attuazione alle disposizioni legislative che introducono stabilmente la figura del tecnologo negli atenei italiani, garantendo una cornice normativa certa a una figura professionale attesa da tempo.
L'attuazione del nuovo profilo professionale
La firma odierna rappresenta il completamento di un iter normativo iniziato con la Legge 240/2010. Attraverso questa intesa, si definiscono in modo puntuale sia il profilo professionale sia il trattamento economico per i tecnologi assunti a tempo indeterminato.
Questo passaggio istituzionalizza una figura che, dopo anni di precariato legato a contratti a termine, trova finalmente una collocazione stabile all'interno del sistema accademico. Il contratto tecnologi università punta a valorizzare competenze tecniche e scientifiche di alto livello, essenziali per la gestione dei processi di ricerca e innovazione.
Il ruolo del personale tecnico amministrativo
Un punto centrale del dibattito riguarda la gestione del personale tecnico amministrativo già operante negli atenei. Molti funzionari ed Elevate Professionalità (EP) possiedono titoli accademici e competenze sovrapponibili a quelle richieste per il nuovo profilo di tecnologo.
L'obiettivo delle parti sociali è evitare che la creazione di questa nuova categoria generi disparità ingiustificate. È fondamentale che le attività di organizzazione e analisi dei processi tecnologici vengano riconosciute uniformemente, indipendentemente dall'inquadramento formale precedente.
Le sfide per l'equità negli atenei
Per garantire una transizione equa, sono stati proposti strumenti di reinquadramento selettivo. Questi meccanismi, basati sulla valutazione oggettiva di curricula e titoli, mirano a sanare le anomalie storiche del sistema. La corretta applicazione del contratto tecnologi università dipenderà dalla capacità dei singoli atenei di armonizzare le carriere esistenti con i nuovi standard professionali, evitando penalizzazioni per chi già svolge mansioni di alta complessità tecnica.