Corsi Montessori: nuove regole per l'autorizzazione del Ministero

Il MIM chiarisce l'iter per l'attivazione della formazione: obbligatorio il via libera preventivo per garantire la qualità dei titoli rilasciati.

19 febbraio 2026 13:00
Corsi Montessori: nuove regole per l'autorizzazione del Ministero - Metodo Montessori
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Con la nota del 16 febbraio 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha delineato le direttive per l'avvio dei corsi Montessori. L'attivazione richiede ora un'autorizzazione esplicita basata sui requisiti del decreto 112/2025 per assicurare l'eccellenza didattica.

La stretta normativa sulla differenziazione didattica

Il panorama della formazione docente in Italia sta subendo una significativa riorganizzazione normativa, mirata a elevare gli standard qualitativi dei percorsi di specializzazione. In questo contesto si inserisce la recente comunicazione di Viale Trastevere, che fa seguito alle disposizioni introdotte dalla legge 1° ottobre 2024, n. 150. Nello specifico, l'attenzione si concentra sull'applicazione del decreto ministeriale 6 giugno 2025, n. 112, un testo fondamentale che ha ridefinito l'architettura dei percorsi per ottenere il titolo di differenziazione didattica Montessori.

Le nuove regole non si limitano a un aggiornamento burocratico, ma intervengono sulla sostanza della preparazione pedagogica. Il Capo II del decreto stabilisce infatti criteri rigorosi riguardanti la durata dei moduli, l'articolazione degli orari, i contenuti dei programmi e le modalità di vigilanza. Un'attenzione particolare è riservata alla composizione delle commissioni d'esame e alle prove finali, elementi cruciali per certificare che il futuro docente possieda realmente le competenze per operare secondo il metodo fondato da Maria Montessori. L'obiettivo è chiaro: evitare che la proliferazione dei corsi diluisca il rigore scientifico richiesto per insegnare nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado a indirizzo differenziato.

Requisiti e iter per l'attivazione dei corsi Montessori

Il cuore del provvedimento risiede nel meccanismo di controllo preventivo. Non sarà più sufficiente per gli enti organizzatori dichiarare l'inizio delle attività; al contrario, l'attivazione e il successivo svolgimento dei percorsi formativi sono subordinati all'ottenimento di un apposito decreto autorizzativo del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Questa procedura impone un'istruttoria tecnica volta a verificare, carta alla mano, il possesso di tutti i requisiti infrastrutturali e didattici previsti dalla normativa vigente.

I soggetti legittimati a proporre l'offerta formativa sono le Università, gli enti di formazione accreditati e le stesse istituzioni scolastiche. Questi attori devono presentare una specifica istanza indirizzata alla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la quale avrà il compito di vagliare la conformità della proposta. È fondamentale notare che la richiesta deve essere distinta per grado scolastico: un ente che intende formare docenti sia per l'infanzia che per la primaria dovrà, ad esempio, dimostrare di possedere i requisiti specifici per entrambi i livelli, garantendo che ogni segmento educativo riceva l'attenzione specialistica necessaria.

Documentazione e modalità di invio delle istanze

Per gli operatori del settore, la nota ministeriale fornisce indicazioni operative stringenti per l'invio delle domande. La procedura è interamente digitalizzata e richiede la trasmissione contestuale dell'istanza a due indirizzi specifici: la PEC [email protected] e la PEO [email protected]. La correttezza formale dell'invio è condizione necessaria per l'avvio dell'istruttoria.

Sotto il profilo sostanziale, la domanda non può essere generica. Deve essere corredata da una documentazione probatoria dettagliata, il cui elemento cardine è il programma del corso. Questo deve rispecchiare fedelmente quanto previsto dagli Allegati A/1, A/2 e A/3 del decreto ministeriale n. 112/2025, che differenziano i contenuti in base al target di riferimento (infanzia, primaria, secondaria). Questa corrispondenza tra programma presentato e dettato normativo rappresenta il filtro principale attraverso il quale il Ministero intende garantire che ogni nuovo titolo rilasciato corrisponda a una reale acquisizione del metodo, tutelando così sia gli aspiranti docenti che le famiglie che scelgono questo approccio educativo.

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