Crisi energetica: il CNDDU chiede il rientro in sede per i docenti
Il CNDDU richiede interventi urgenti contro la crisi energetica per tutelare i diritti del personale docente e garantire la sostenibilità.
La gravità della crisi energetica attuale impone una riflessione profonda sulla sostenibilità del sistema scolastico. Il CNDDU sollecita il Ministero per adottare misure urgenti a tutela del personale, garantendo il rispetto dei diritti costituzionali e la dignità economica.
Crisi energetica, tutela dei diritti costituzionali e sostenibilità del sistema scolastico: misure urgenti per il personale docente e proposta straordinaria di rientro in sede
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, alla luce delle recenti tensioni geopolitiche internazionali e del conseguente incremento del costo delle materie prime energetiche, esprime formale e motivata preoccupazione per le rilevanti ricadute economico-sociali che tale scenario sta producendo anche sul sistema scolastico nazionale.
L’aumento significativo del prezzo dei carburanti incide in maniera diretta e sproporzionata sulla condizione lavorativa del personale docente, determinando un aggravio economico non più sostenibile. È dato oggettivo che una parte consistente dei docenti sia attualmente assegnata a più istituzioni scolastiche ovvero a sedi di servizio distanti dal luogo di residenza anagrafica, spesso ubicate in ambiti territoriali differenti o in regioni diverse. Tale condizione, particolarmente gravosa per i docenti fuorisede, comporta costi di mobilità quotidiana o periodica che, nell’attuale congiuntura, incidono in modo significativo sulla reale capacità retributiva, determinando una compressione sostanziale del diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente ai sensi dell’articolo 36 della Costituzione, nonché ponendosi in tensione con il principio di tutela del lavoro di cui all’articolo 35 e con il diritto alla salute ex articolo 32 della medesima Carta.
In tale quadro, il Coordinamento ritiene improcrastinabile l’adozione di misure organizzative idonee a contenere gli effetti distorsivi derivanti dalla crisi energetica, nel rispetto dei principi di buon andamento, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa di cui all’articolo 97 della Costituzione.
In particolare, si richiama l’attenzione sull’utilizzo delle modalità di svolgimento a distanza delle attività funzionali all’insegnamento. Il vigente CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2019-2021, sottoscritto il 18 gennaio 2024, all’articolo 44, contempla espressamente, mediante Regolamento d’Istituto, la possibilità di svolgimento a distanza di talune attività funzionali, inserendosi nel più ampio quadro normativo del lavoro agile di cui alla legge 22 maggio 2017, n. 81 e nell’ambito della disciplina generale del pubblico impiego di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché nel contesto dell’autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche sancita dal D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, in particolare all’articolo 5.
Ne deriva che lo svolgimento in modalità telematica delle riunioni di dipartimento, dei consigli di classe, del collegio dei docenti e degli incontri scuola-famiglia risulta giuridicamente ammissibile, purché disciplinato dai regolamenti interni delle istituzioni scolastiche e nel rispetto delle competenze degli organi collegiali di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. In tale prospettiva, l’adozione sistematica e regolamentata di tali modalità organizzative si configura quale misura coerente con l’ordinamento vigente e idonea a ridurre l’impatto economico e ambientale degli spostamenti.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge formale istanza al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché, nell’esercizio delle proprie prerogative istituzionali, voglia valutare con urgenza l’adozione di misure straordinarie e derogatorie in materia di mobilità del personale docente di ruolo.
In particolare, si richiede che venga disposto, in via prioritaria e accelerata, il rientro nelle sedi di residenza dei docenti di ruolo che abbiano già formalmente presentato istanza nell’ambito delle procedure di mobilità disciplinate dal vigente Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla mobilità del personale docente, educativo ed ATA per il triennio 2025/2026 – 2027/2028 e dall’Ordinanza Ministeriale n. 43 del 12 marzo 2026.
Tale richiesta trova fondamento nei principi di ragionevolezza, proporzionalità ed equità sostanziale di cui all’articolo 3 della Costituzione, nonché nella necessità di evitare effetti discriminatori indiretti derivanti dall’attuale incremento dei costi di trasporto, che incide in maniera differenziata e più gravosa sui docenti costretti alla mobilità territoriale. L’intervento auspicato risponde altresì all’esigenza di garantire il buon andamento dell’amministrazione ex articolo 97 Cost., nonché di tutelare in concreto le condizioni di lavoro del personale scolastico.
La misura proposta si configura non solo come risposta contingente a una situazione emergenziale, ma come atto coerente con i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico, volto a ristabilire un equilibrio tra esigenze organizzative dell’amministrazione e diritti soggettivi dei lavoratori.
Il CNDDU ribadisce che la qualità del sistema educativo non può prescindere dal rispetto delle condizioni materiali e professionali dei docenti, i quali non possono essere chiamati a sopportare in via esclusiva gli effetti economici di crisi di natura globale.
Confidando in un sollecito riscontro istituzionale, si auspica l’apertura di un confronto costruttivo volto all’adozione di misure efficaci, tempestive e rispettose dei principi costituzionali.
prof. Romano Pesavento, presidente CNDDU