Decreto Sicurezza: stop vendita coltelli a minori e più tutele al personale della scuola
Approvato il nuovo Decreto Sicurezza in CdM: previste multe ai genitori per i reati dei figli e pene più severe per chi aggredisce docenti e presidi.
Le nuove misure contenute nella bozza del Decreto Sicurezza delineano una stretta decisiva su armi bianche e violenza giovanile. Introdotte sanzioni economiche per la responsabilità genitoriale e uno status di maggior tutela penale per il personale scolastico contro le aggressioni.
Stretta nel Decreto Sicurezza: divieto vendita coltelli e limiti al porto
La normativa in fase di elaborazione segna un cambio di passo sostanziale nella gestione dell'ordine pubblico, focalizzandosi con precisione chirurgica sulla disponibilità materiale di strumenti offensivi. Il testo della bozza non lascia spazio ad ambiguità interpretative: il porto di coltelli o strumenti da taglio fuori dalla propria abitazione, qualora la lama superi gli otto centimetri e in assenza di un giustificato motivo, costituisce reato penalmente perseguibile. Tuttavia, la vera novità risiede nella prevenzione all'origine. Viene introdotto un divieto assoluto di vendita e cessione di armi bianche ai minori di 18 anni.
Questa limitazione impatta trasversalmente su ogni canale di distribuzione. Non solo le armerie o i negozi di ferramenta dovranno richiedere l'esibizione di un documento d'identità, ma l'obbligo si estende rigorosamente anche alle piattaforme di e-commerce. I giganti del web saranno tenuti a implementare sistemi di age verification efficaci per impedire l'acquisto online da parte di adolescenti. Per gli esercenti che violeranno tale disposizione, la legge prevede misure drastiche che possono culminare nella chiusura dell'attività, sia essa temporanea o definitiva, in caso di recidiva.
Responsabilità genitoriale: sanzioni alle famiglie per i reati dei minori
Un aspetto sociologicamente rilevante del provvedimento riguarda il coinvolgimento diretto delle famiglie nelle condotte devianti dei figli. Il legislatore ha deciso di superare il concetto di impunità legato alla minore età, colpendo il patrimonio di chi esercita la potestà genitoriale. Qualora un minore commetta un reato o violi le disposizioni sul porto d'armi, scatterà automaticamente una sanzione amministrativa pecuniaria a carico dei genitori.
Questo meccanismo si intreccia con l'istituto dell'Ammonimento del Questore, il cui raggio d'azione viene ampliato per coprire i reati violenti commessi con l'uso di armi o strumenti atti a offendere. La logica è quella della "culpa in vigilando": se dopo il provvedimento monitorio dell'autorità di pubblica sicurezza il minore persevera nella condotta illecita, la responsabilità ricade sugli adulti di riferimento. Non si tratta più soltanto di una questione educativa, ma di una responsabilità oggettiva che comporta conseguenze economiche tangibili, costringendo le famiglie a una maggiore vigilanza attiva sui comportamenti dei propri ragazzi.
Aggressioni a scuola: docenti e presidi tutelati come pubblici ufficiali
In risposta alla crescente ondata di violenza registrata negli istituti italiani, il decreto erige un nuovo argine a difesa delle istituzioni scolastiche. La scuola non viene citata genericamente, ma diventa teatro di una specifica tutela giuridica. Il testo interviene con fermezza sulle lesioni personali cagionate a un Dirigente Scolastico o a un membro del personale docente, sottraendo tali episodi alla giurisdizione comune e inserendoli in un quadro sanzionatorio aggravato.
L'equiparazione di presidi e insegnanti ad altre figure pubbliche già protette mira a restituire autorevolezza al ruolo educativo. Aggredire un professore non sarà più considerato un semplice diverbio degenerato, ma un attacco a un rappresentante dello Stato nell'esercizio delle sue funzioni. Sebbene la bozza citi esplicitamente docenti e dirigenti, la ratio della norma suggerisce una volontà complessiva di blindare l'ambiente scolastico da ingerenze violente, siano esse perpetrate da studenti o, come sempre più spesso accade, da genitori facinorosi.