Didattica a distanza e crisi energetica: il no del Moige è tassativo

Le famiglie bocciano l'ipotesi della didattica a distanza come soluzione per il risparmio dei costi legati alla crisi energetica.

12 aprile 2026 13:30
Didattica a distanza e crisi energetica: il no del Moige è tassativo - studio a distanza
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L'ipotesi di riattivare la didattica a distanza a maggio per fronteggiare la crisi energetica ha sollevato forti polemiche nel settore scolastico. Mentre alcuni vedono nella DAD uno strumento per favorire il risparmio dei costi di riscaldamento e trasporti, il Moige e le associazioni dei genitori esprimono un netto rifiuto, evidenziando i gravi rischi sociali e psicologici per i minori.

L'opposizione delle famiglie alla didattica a distanza

Antonio Affinita, Direttore Generale del Moige, ha espresso una ferma contrarietà all'utilizzo della didattica a distanza come ammortizzatore per i rincari energetici. Secondo Affinita, il sistema scolastico ha già pagato un prezzo altissimo durante la pandemia e non è accettabile che le criticità sistemiche ricadano nuovamente sui figli e sui nuclei familiari.

La priorità dello Stato deve rimanere la tutela dei minori. Prima di ipotizzare soluzioni drastiche che limitano la socialità, è necessario valutare strategie alternative di efficientamento energetico in altri ambiti pubblici e privati.

Sondaggio sui docenti e risparmio dei costi

Nonostante il parere negativo dei genitori, una parte del personale scolastico sembra guardare con interesse alla modalità online. Secondo un sondaggio condotto dalla Tecnica della Scuola, circa il 46% dei docenti si dichiara favorevole alla didattica a distanza in caso di aggravamento della crisi.

Questa apertura è motivata principalmente dalla necessità di contenere la spesa per il carburante. Un dato ancora più netto riguarda gli adempimenti burocratici: quasi l'89% degli insegnanti preferirebbe svolgere i collegi docenti di fine anno esclusivamente in modalità telematica.

L'impatto economico sui docenti pendolari

Il peso della crisi energetica è evidente nelle simulazioni di spesa per i lavoratori della scuola. I docenti pendolari, che percorrono medie di 150 chilometri al giorno, affrontano costi insostenibili:

  • Auto a diesel: circa 388 euro mensili.

  • Auto a benzina: circa 459 euro mensili.

Considerando stipendi che oscillano tra i 1.200 e i 1.500 euro, le spese di trasporto arrivano a incidere per il 25-30% sul reddito netto, configurando una situazione di oggettiva difficoltà economica per migliaia di dipendenti.

Normativa attuale sulla didattica a distanza

Dal punto di vista legislativo, l'attivazione della didattica a distanza su scala nazionale non è immediata. Le attuali disposizioni contrattuali legano la DDI (Didattica Digitale Integrata) esclusivamente all'emergenza sanitaria da Covid-19. Per estendere questo strumento alla gestione della crisi energetica, sarebbe necessario un intervento normativo diretto da parte del Governo, al momento escluso dalle dichiarazioni ministeriali.

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