Dirigenti scolastici: scuole senza guida, il caso Boselli
Migliaia di dirigenti scolastici restano senza nomina mentre le scuole italiane affrontano reggenze multiple e disagio diffuso.
Quasi 1.000 scuole italiane restano senza dirigenti scolastici titolari. Il caso del Boselli denuncia reggenze multiple, burnout e immobilismo del Ministero nonostante migliaia di vincitori di concorso in attesa.
Scuole senza comando: il paradosso dei concorsi bloccati e il silenzio del Ministero. Il caso emblematico del "Boselli"
Mentre il Ministero dell’Istruzione e del Merito continua a diffondere slogan ottimistici sulla ripartenza della scuola italiana, la realtà quotidiana della governance scolastica racconta una storia diametralmente opposta. A partire da settembre 2026, quasi 1.000 istituzioni scolastiche in tutta Italia si ritroveranno prive di un dirigente titolare, fatti salvi i soli 348 inserimenti in ruolo annunciati dai sindacati. Saranno scuole affidate al logorante istituto della "reggenza" , che costringe presidi già sovraccarichi a gestire due o tre istituti contemporaneamente, spesso distanti tra loro diverse decine di chilometri.
Il paradosso più doloroso risiede nel fatto che i dirigenti ci sarebbero: più di 1500 professionisti hanno già superato le dure selezioni dei concorsi (ordinario e riservato) e completato il relativo percorso di formazione. Eppure, lo Stato preferisce lasciarli senza incarico, congelando le immissioni in ruolo e condannando l'intero sistema a una precarietà perenne.
Il "caso Boselli": cronaca di un naufragio organizzativo annunciato
Le conseguenze concrete di questa miopia politica sono fotografate con straordinaria lucidità nella lettera aperta firmata da 102 lavoratori a tempo indeterminato dell'Istituto "Boselli", in Piemonte. La situazione della scuola piemontese è l'emblema di un sistema al collasso: parliamo di un istituto complesso, articolato su quattro sedi, con centinaia di studenti e decine di progetti all'attivo, che negli ultimi due anni ha visto sfilare ben tre diversi dirigenti scolastici reggenti.
Oggi, i lavoratori scoprono dai canali ufficiali dell'Ufficio Scolastico Regionale che la scuola è stata indicata come "sede affidata per incarico nominale fino al 31 agosto 2028". Una formula burocratica che per il personale suona come un drammatico campanello d’allarme: l'ennesimo anno scolastico da ricominciare da zero , senza una guida stabile , senza la possibilità di costruire relazioni, strategie e percorsi che vengono puntualmente interrotti. Come denunciano con fermezza gli stessi docenti e il personale ATA del Boselli: La dedizione delle persone non può diventare l'alibi delle istituzioni. [...] Non si può governare una scuola importante attraverso una successione di soluzioni temporanee."
I dati della crisi: nomine al palo nell'anno scolastico 2026/2027
I dati elaborati sulla base dei provvedimenti pubblicati nei giorni scorsi dagli USR confermano la capillarità e la gravità del fenomeno. Per l'anno scolastico 2026/2027 si contano infatti circa 756 sedi completamente vacanti, a cui si aggiungono 132 sedi nominali (come il Boselli) e 80 sottoposte a dimensionamento.
Le regioni più colpite dalle cattedre dirigenziali vacanti evidenziano numeri ormai insostenibili:
Lombardia: 99 sedi vacanti
Lazio: 84 sedi vacanti
Emilia Romagna: 73 sedi vacanti
Piemonte: 73 sedi vacanti
Sicilia: 54 sedi vacanti
Nonostante la disponibilità di organico qualificato pronto a subentrare, le immissioni in ruolo procedono a rilento. Tutto resta bloccato da una precisa volontà politica volta al risparmio sulla spesa pubblica, a totale discapito della qualità della scuola.
Il silenzio di Valditara e Giorgetti e la "violenza" delle reggenze
Di fronte a questo scenario, le rassicurazioni del Ministro Giuseppe Valditara, secondo cui «i concorsi sono stati riattivati», non bastano più. La politica del Ministero dell'Istruzione, stretta dal rigore economico del Ministero dell'Economia guidato da Giancarlo Giorgetti, non risponde alle urgenze reali e continua a ignorare i diritti di chi ha vinto un concorso pubblico e attende una nomina, in alcuni casi, addirittura dal 2017.
Tutte le principali sigle sindacali (ANP, Dirigentiscuola, FLC CGIL, UIL, CISL) concordano sul fatto che la reggenza non sia più una soluzione d'emergenza, bensì un abuso sistemico che mina l'equilibrio della scuola pubblica. Un sistema che si traduce in una vera e propria "violenza organizzativa": secondo l'indagine ANP-LUMSA, il 90% dei presidi lavora a ritmi insostenibili e l'85% accusa manifestazioni frequenti di burnout, stress, insonnia e disagio psicologico profondo.
Senza una guida strategica stabile, le scuole faticano a sviluppare progetti a lungo termine, i servizi amministrativi gestiti da DSGA condivisi si inceppano e aumenta vertiginosamente il rischio di dispersione scolastica sul territorio.
Conclusioni: senza comandanti la nave affonda
Non servono nuove riforme né investimenti di facciata in tecnologie se poi si privano le scuole di una regia. Una scuola senza un dirigente scolastico titolare è come una nave senza comandante.
Il tempo dei rattoppi e delle soluzioni pasticciate deve finire. È necessario l'immediato scorrimento delle graduatorie e l'immissione in ruolo dei nuovi dirigenti scolastici pronti a prendere servizio. Lo Stato deve decidere, una volta per tutte, se dare stabilità e dignità alla scuola pubblica o se continuare a logorarla, accettando consapevolmente il rischio di un definitivo naufragio educativo.
Dirigenti Scolastici in attesa di sede