Dirigenti scolastici: stop alle reggenze e nuove riforme per garantire la continuità amministrativa
Un'analisi sulle criticità nel reclutamento dei Dirigenti scolastici, l'impatto delle reggenze e le proposte per garantire più stabilità amministrativa.
Il sistema educativo affronta una crisi strutturale legata alla carenza di Dirigenti scolastici. Tra graduatorie bloccate e l'eccesso di reggenze, è urgente garantire la continuità amministrativa e didattica per assicurare il buon andamento della scuola pubblica. Di seguito il comunicato stampa dei Vincitori Concorso Dirigenti Scolastici DM 107/2023.
Dirigenti scolastici: criticità delle reggenze e prospettive di riforma
Il dibattito sul reclutamento dei dirigenti scolastici si concentra attualmente sulle modalità di utilizzo delle graduatorie e sui criteri di priorità tra concorsi. Tale confronto, pur legittimo, rischia di oscurare una criticità strutturale che incide direttamente sul funzionamento del sistema scolastico: l’elevato numero di istituzioni scolastiche prive di dirigente titolare, affidate al regime delle reggenze.
La questione non riguarda esclusivamente l’interpretazione delle norme concorsuali, ma investe il principio costituzionale del buon andamento della pubblica amministrazione e la necessità di garantire continuità e stabilità nella governance delle istituzioni scolastiche.
La dimensione del fenomeno delle reggenze
Il Dossier n. 71/1, allegato al decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, stima per l’anno scolastico 2025/2026 1.073 sedi di dirigenza scolastica vacanti, confermando il carattere strutturale del fenomeno.
La gestione di un numero significativo di scuole mediante reggenza, spesso accompagnata dalla condivisione dei servizi di direzione amministrativa, comporta effetti negativi sul piano organizzativo e gestionale: rallentamento dei procedimenti amministrativi, difficoltà nella programmazione strategica e riduzione dell’efficacia dell’azione dirigenziale.
In questo contesto, risulta complesso garantire pienamente l’attuazione dell’articolo 97 della Costituzione, che stabilisce criteri di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa.
Dimensionamento scolastico e complessità organizzativa
Il quadro è ulteriormente aggravato dagli effetti del dimensionamento della rete scolastica, disciplinato dal D.I. n. 127/2023 e dal decreto-legge n. 1/2025, in attuazione degli obiettivi del PNRR.
La riduzione del numero delle autonomie scolastiche ha portato alla costituzione di istituti di grandi dimensioni, articolati su più plessi e territori comunali, con una complessità gestionale significativamente accresciuta. In tali condizioni, l’affidamento delle scuole a dirigenti reggenti non rappresenta soltanto una soluzione temporanea, ma incide in modo strutturale sulla qualità dell’azione amministrativa e sulla capacità di governo delle istituzioni scolastiche.
Graduatorie concorsuali e utilizzo delle professionalità disponibili
I vincitori del concorso riservato di cui al D.M. 107/2023 sono vincitori a pieno titolo, con diritto all’immissione in ruolo secondo l’ordine di graduatoria. In presenza di un numero elevato di sedi vacanti, non appare funzionale al buon andamento dell’amministrazione rinviare l’utilizzo di professionalità già selezionate mediante procedure concorsuali concluse.
Il concorso ordinario bandito nel 2023 ha prodotto vincitori e candidati idonei, inseriti in una graduatoria trasformata ad esaurimento con l’ultima legge di bilancio. È coerente con il quadro normativo vigente riconoscere anche agli idonei una prospettiva di progressivo assorbimento.
Il tema della durata dell’attesa
Particolarmente rilevante è la posizione di coloro che hanno superato il concorso riservato a seguito delle criticità e del contenzioso generato dal concorso ordinario del 2017. Il protrarsi dell’attesa per diversi anni solleva profili di opportunità amministrativa e rischia di compromettere la finalità stessa delle procedure selettive.
In alcuni casi, la prossimità al collocamento a riposo rende concreto il rischio di mancata valorizzazione delle competenze acquisite, con effetti negativi sulla credibilità del sistema di reclutamento.
Esigenze di sistema e linee di intervento
Il confronto tra graduatorie non dovrebbe essere impostato in termini conflittuali, ma ricondotto a una valutazione complessiva delle esigenze del sistema scolastico. La priorità assoluta deve essere la riduzione strutturale delle reggenze e il rafforzamento della stabilità della governance delle scuole.
Per perseguire questo obiettivo, si ritengono meritevoli di approfondimento le seguenti linee di intervento:
Copertura integrale dei posti vacanti di dirigenza scolastica a partire dall’anno scolastico 2026/2027, assicurando continuità amministrativa e didattica al sistema, e garantendo in tempi ragionevoli la prospettiva di assorbimento in ruolo dei vincitori di concorso che attendono da anni l’immissione.
Introduzione di un organico aggiuntivo di ruolo, da impiegare annualmente sulle sedi nominali vacanti per distacchi e comandi, riducendo o eliminando il ricorso a reggenze annuali e consentendo proroghe solo in caso di persistente vacanza, garantendo così continuità gestionale e didattica.
Conclusioni
L’applicazione del principio di legalità deve essere orientata alla tutela dell’interesse pubblico e alla funzionalità complessiva del sistema scolastico. Nel caso della dirigenza scolastica, ciò implica assicurare continuità amministrativa, stabilità organizzativa e piena copertura delle sedi disponibili.
La questione non può essere ridotta a un confronto tra categorie di aspiranti dirigenti, ma deve essere affrontata come una criticità sistemica, che richiede soluzioni coerenti, durature e compatibili con i principi costituzionali di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa.
In tale prospettiva, appare auspicabile un confronto istituzionale diretto che coinvolga il Ministero dell’Istruzione e del Merito e i parlamentari che, per competenza ed esperienza, conoscono a fondo la materia — in particolare gli onorevoli Rossano Sasso, Roberto Marti e Carmela Bucalo — al fine di individuare una soluzione definitiva per il superamento del sistema delle reggenze e per il rafforzamento stabile della governance delle istituzioni scolastiche.
Solo un intervento organico e condiviso potrà consentire di eliminare una criticità che da anni incide negativamente sulla qualità del servizio pubblico di istruzione e sulla credibilità del sistema di reclutamento della dirigenza scolastica.
Vincitori Concorso Dirigenti Scolastici DM 107/2023