Diritti negati: l'appello del CNDDU per il popolo iraniano

Il CNDDU esprime profonda vicinanza al popolo iraniano che lotta per la libertà contro una repressione violenta e ingiusta.

A cura di Scuolalink Scuolalink
14 gennaio 2026 07:30
Diritti negati: l'appello del CNDDU per il popolo iraniano - Rossella Manco
Rossella Manco
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In un momento storico segnato da violenza e repressione, è fondamentale ribadire la nostra solidarietà al popolo iraniano. Le proteste per la libertà richiedono l'attenzione di tutti noi e un impegno concreto per la difesa dei diritti umani universali contro ogni forma di sopruso.

Solidarietà al popolo iraniano e difesa dei diritti umani: il nostro appello

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime preoccupazione per il popolo iraniano e gli manifesta sentita vicinanza in un momento storico di straordinaria gravità, nel quale si intrecciano aspirazioni di libertà e risposte repressive di inaudita durezza.

Negli ultimi mesi in Iran si sono sviluppate proteste diffuse in numerose città, inizialmente legate a gravi difficoltà economiche e al peggioramento delle condizioni di vita, e rapidamente evolute in richieste più ampie di rispetto dei diritti civili e politici. Le autorità hanno risposto con repressione, arresti di massa, blackout delle comunicazioni, ma soprattutto con il massacro dei civili.

Ciò che sta accadendo in Iran non può essere ricondotto a una contingenza politica né circoscritto a una dimensione interna, ma rappresenta una profonda domanda di riconoscimento, di dignità e di autodeterminazione che attraversa soprattutto le giovani generazioni e il mondo studentesco.

A tale domanda si contrappongono pratiche di controllo, violenza e intimidazione che negano i diritti fondamentali della persona e mortificano il valore stesso della vita umana. Le testimonianze che giungono alla comunità internazionale, pur frammentarie e spesso soffocate dalla censura, restituiscono il volto di una società ferita, ma non rassegnata.

Il nostro pensiero va anche alla comunità iraniana presente in Italia, ai cittadini, agli studenti, agli intellettuali e ai lavoratori che vivono nel nostro Paese e che osservano con dolore e apprensione quanto sta accadendo nella loro terra d’origine. A loro, così come a tutte le sedi diplomatiche e culturali chiamate al dialogo e alla responsabilità internazionale, rivolgiamo un appello affinché la tutela dei diritti umani resti un orizzonte non negoziabile.

In gioco non vi è soltanto il destino di un Paese, ma il rispetto di quei principi universali che fondano l’idea stessa di umanità condivisa. Il diritto alla libertà di pensiero ed espressione, all’istruzione, alla partecipazione civile e alla pari dignità tra donne e uomini costituisce un patrimonio comune che non può essere sospeso né relativizzato. Quando tali diritti vengono sistematicamente violati, l’intera comunità internazionale è chiamata a interrogarsi.

In questo quadro, la scuola non può assumere una posizione neutrale o silente. L’inizio di questa nuova era per l’Iran interpella in modo diretto la responsabilità educativa e culturale delle istituzioni scolastiche. Educare ai diritti umani significa fornire strumenti critici per comprendere il presente, riconoscere le dinamiche dell’oppressione e dare senso alla parola libertà come conquista storica, fragile e sempre esposta al rischio della negazione.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita le scuole, i docenti e gli studenti a non rimuovere quanto sta accadendo, ma a farne oggetto di riflessione consapevole, di approfondimento e di memoria. Solo attraverso la conoscenza e la presa di coscienza è possibile contrastare l’assuefazione alla violenza e all’ingiustizia.

Esprimiamo la nostra vicinanza a quanti, in Iran e fuori dall’Iran, continuano a rivendicare pacificamente diritti e dignità, spesso a costo della propria sicurezza e della propria vita. Ribadiamo che la scuola, luogo per eccellenza della formazione delle coscienze, non può sottrarsi al compito di testimoniare, comprendere e trasmettere il valore universale dei diritti umani.

prof.ssa Rossella Manco, CNDDU

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