Precariato, l'UE sanziona l'Italia: Anief lancia la class action gratuita

La procedura di infrazione UE contro il precariato a scuola spinge Anief ad avviare una class action gratuita per i docenti.

28 febbraio 2026 08:30
Precariato, l'UE sanziona l'Italia: Anief lancia la class action gratuita - Marcello Pacifico, Presidente Anief
Marcello Pacifico, Presidente Anief
Condividi

La Commissione Europea ha ufficialmente avviato una procedura di infrazione contro lo Stato italiano a causa della gestione del precariato a scuola. Il provvedimento (INFR 2024-2277) scaturisce dal mancato rispetto della Direttiva 1999/70/CE, la quale proibisce discriminazioni contrattuali tra personale a tempo determinato e indeterminato. L’obiettivo è sanzionare l'abuso dei contratti a termine e garantire tutele eque a migliaia di lavoratori.

Le ragioni della procedura di infrazione europea

L'istituzione europea contesta all'Italia la mancata integrazione delle norme comunitarie nell'ordinamento nazionale. In particolare, si rileva una sistematica esclusione dei docenti precari dagli scatti di anzianità, beneficio invece garantito ai colleghi di ruolo. Questa disparità economica colpisce circa 300.000 lavoratori del comparto istruzione.

Secondo la visione sindacale, la soluzione risiede nell'istituzione di un doppio canale di reclutamento. Tale sistema permetterebbe di stabilizzare automaticamente chi ha maturato oltre 36 mesi di servizio, affiancando l'inserimento dei vincitori di concorso alla valorizzazione dell'esperienza acquisita sul campo.

Anief lancia la class action contro il precariato

A fronte dell'inerzia governativa, il sindacato Anief ha deliberato l'avvio di una class action gratuita. L'iniziativa legale punta a ottenere il pieno riconoscimento giuridico ed economico per il servizio prestato.

I punti cardine del ricorso includono:

  • Il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante le supplenze.

  • L'adeguamento della progressione stipendiale per i contratti a termine.

  • Il recupero delle differenze retributive non versate negli anni.

  • Il risarcimento per l'abuso reiterato dei contratti a tempo determinato.

Il principio fondamentale è che la natura temporanea di un impiego non può giustificare una riduzione dei diritti economici e professionali del lavoratore.

Scenario attuale e disparità salariali in Italia

L'analisi del settore evidenzia un quadro critico: in Italia, un insegnante su quattro è precario, con un'età media di stabilizzazione che si aggira intorno ai 45 anni. Oltre la metà del corpo docente supera i 50 anni, una percentuale significativamente più alta rispetto alla media OCSE.

Inoltre, il rapporto Education at a Glance 2024 conferma che le retribuzioni dei docenti italiani restano tra le più basse in Europa. Attualmente, chi ha superato i 36 mesi di servizio su posto vacante può richiedere un indennizzo che può raggiungere le 24 mensilità, un risarcimento reso necessario proprio per rispondere alle pressioni della Commissione Europea.

Il link per aderire alla Class Action gratuita

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail