Disagio giovanile a Belluno: il CNDDU richiama scuola e istituzioni all’ascolto

Il CNDDU interviene sul disagio giovanile a Belluno: graffiti, violenza e fragilità chiedono una risposta educativa condivisa.

11 giugno 2026 19:00
Disagio giovanile a Belluno: il CNDDU richiama scuola e istituzioni all’ascolto  - Disagio giovanile
Disagio giovanile
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Il CNDDU, Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, richiama l’attenzione sul caso di Belluno, dove i graffiti comparsi al Liceo Galilei e una lettera sul malessere degli studenti si intrecciano con altri episodi di violenza giovanile in centro. Non si tratta di giustificare atti illeciti, ma di leggere questi segnali dentro una crisi più ampia. Il disagio giovanile racconta infatti una generazione spesso segnata da ansia, solitudine e senso di inadeguatezza, che chiede agli adulti ascolto, responsabilità e presenza.

Disagio giovanile e diritti umani

Secondo il CNDDU, quando uno studente scrive di sentirsi “non abbastanza” non esprime solo una fragilità individuale, ma una condizione che riguarda il diritto alla salute mentale, al benessere relazionale e alla partecipazione. Il disagio giovanile deve quindi essere affrontato come una questione educativa, sociale e civile. Ridurre tutto a devianza significherebbe perdere l’occasione di comprendere ciò che molti ragazzi comunicano con fatica: il bisogno di essere riconosciuti, sostenuti e ascoltati prima che il dolore diventi un gesto estremo.

Il ruolo della scuola e del territorio

Il CNDDU sottolinea che la scuola resta un presidio democratico essenziale, luogo di cittadinanza, responsabilità e crescita critica, ma non può essere lasciata sola. Le difficoltà emotive, familiari, economiche e culturali dei giovani richiedono una vera alleanza educativa. Famiglie, istituzioni, servizi socio-sanitari, associazioni, mondo della cultura e politica devono condividere percorsi stabili. In questa direzione viene valorizzata l’iniziativa delle Scuole in Rete di Belluno, chiamata a rafforzare una comunità educante capace di agire insieme.

Le proposte del CNDDU per una risposta stabile

Per il CNDDU, il tema del disagio giovanile non può essere affrontato solo con interventi emergenziali o campagne occasionali. Servono politiche strutturali su prevenzione, supporto psicologico scolastico, educazione socio-emotiva e partecipazione degli studenti. La cultura dei diritti umani può diventare uno strumento concreto per costruire identità, rispetto e senso di appartenenza. I graffiti possono essere cancellati, ma le ferite interiori richiedono tempo, ascolto e responsabilità condivisa da parte dell’intera comunità.

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