Elenchi regionali docenti, Pittoni spiega il legame con il doppio canale di reclutamento
Pittoni chiarisce perché gli Elenchi regionali docenti sono il passaggio decisivo verso il doppio canale di reclutamento.
Gli Elenchi regionali docenti tornano protagonisti nel confronto sul reclutamento scolastico. A parlarne è Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega ed ex presidente della commissione Cultura al Senato. Secondo l'esponente leghista questi elenchi non bastano da soli, ma rappresentano un tassello indispensabile per cambiare il modo in cui la scuola assume i suoi insegnanti.
Elenchi regionali docenti, cosa sono e a cosa servono
Gli Elenchi regionali docenti sono strumenti pensati per organizzare a livello territoriale chi aspira a entrare nella scuola. Pittoni è netto: da soli non cancellano il precariato. Il loro valore sta altrove. Senza questi elenchi non si potrebbe avviare il percorso verso un nuovo sistema di assunzioni. Il punto è quindi concreto: gli elenchi diventano la base su cui costruire una riforma più ampia del reclutamento, perché permettono di tenere insieme posizioni e graduatorie diverse senza lasciare indietro chi ha già maturato titoli e idoneità.
Il nodo del doppio canale di reclutamento
Il cuore del ragionamento è il doppio canale di reclutamento, il meccanismo che affianca le assunzioni da concorso a quelle da graduatoria. Pittoni ricorda che Bruxelles non accettava le graduatorie ad esaurimento per gli idonei del Pnrr. Senza graduatorie di merito per tutti gli idonei, limitandosi al 30% dei posti nei primi tre anni, il sistema resterebbe parziale. Per questo serve una visione che consideri tutte le graduatorie esistenti, così da rendere il nuovo modello davvero funzionante e non monco.
Le parole di Pittoni e le richieste all'Europa
L'obiettivo successivo riguarda l'Europa e la trasformazione delle GPS in graduatorie valide sia per le supplenze sia per il ruolo. C'è poi il tema del costo: ridurre il divario di spesa tra chi è di ruolo e chi è supplente, considerato la causa della cosiddetta supplentite. Ecco le parole complete dell'esponente della Lega:
«Ovviamente gli Elenchi regionali non risolvono il problema del precariato dei docenti. Ma senza Elenchi regionali non potremmo procedere verso il doppio canale di reclutamento, in quanto Bruxelles non voleva saperne di graduatorie ad esaurimento per gli idonei Pnrr e, senza graduatorie di merito per tutti gli idonei Pnrr (limitandoci cioè al 30% dei posti a bando per i primi tre anni), il doppio canale al quale lavoriamo si svilupperebbe monco. Un vero doppio canale non può infatti non tener conto di tutte le graduatorie. Ora resta solo da convincere l'Europa sulla conversione delle GPS in Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo (GPSR), oltre a spingere per l'azzeramento del differenziale di spesa tra ruolo e supplenza (hanno le stesse responsabilità) all'origine del fenomeno della supplentite».