Disagio giovanile: Anief chiede obbligo formativo fino a 18 anni e riscatto laurea
Anief lancia l'allarme sul disagio giovanile: 1,3 milioni di NEET e 700 mila ragazzi con comportamenti a rischio in Italia.
Il disagio giovanile in Italia ha assunto proporzioni difficili da ignorare. Secondo Anief, il sindacato guidato da Marcello Pacifico, oltre un milione di ragazzi resta lontano da studio e lavoro, mentre centinaia di migliaia di adolescenti sviluppano dipendenze legate al mondo digitale. Numeri che chiamano in causa la scuola e le politiche pubbliche.
NEET in Italia: oltre un milione di ragazzi fermi
I dati raccontano una situazione seria. In Italia si contano 1,3 milioni di NEET, cioè giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione professionale. Si tratta di una fetta enorme di una generazione lasciata ai margini, priva di strumenti per costruire un futuro stabile. Per Anief questa inattività giovanile rappresenta una vera emergenza sociale, che pesa sul percorso verso una vita adulta autonoma e responsabile.
Disagio giovanile e comportamenti a rischio nella generazione Z
Accanto ai NEET c'è un secondo fronte critico. Il disagio giovanile si manifesta anche in circa 700 mila studenti della cosiddetta generazione Z, che adottano comportamenti a rischio. I fattori più diffusi riguardano il gaming, il gioco d'azzardo e la dipendenza digitale. Sono abitudini che, se trascurate, rischiano di compromettere lo sviluppo personale e allontanare i ragazzi da un ingresso equilibrato nell'età adulta, con ricadute sulla salute e sulle relazioni.
Le proposte di Anief: obbligo formativo e riscatto della laurea
Di fronte a questi numeri, il sindacato avanza richieste precise. Per contrastare l'inattività, Anief chiede l'obbligo formativo fino a 18 anni e il riscatto gratuito della laurea, così da valorizzare il percorso di studi. L'obiettivo è tenere i ragazzi legati alla scuola più a lungo e riconoscere valore agli anni universitari. Marcello Pacifico riassume la posizione del sindacato con parole nette:
«I numeri sul disagio giovanile sono evidenti: in Italia abbiamo 1,3 mln di NEET, giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, né lavorano e nemmeno seguono corsi di formazione professionale; poi ci sono 700 mila studenti, appartenenti alla cosiddetta generazione 'Z' che hanno comportamenti a rischio per gaming, gioco d'azzardo e dipendenza digitale. È giunto il momento di intervenire con misure urgenti: contro l'inattività giovanile, Anief chiede l'obbligo formativo fino a 18 anni e il riscatto gratuito della laurea; per combattere i comportamenti sbagliati che non conducano verso una vita adulta responsabile, invece, occorre introdurre delle politiche scolastiche per prevenire ed educare».
Il ruolo della scuola nel prevenire ed educare
Per il sindacato la scuola resta il presidio principale. Servono politiche scolastiche capaci di prevenire i comportamenti dannosi e di educare i più giovani a scelte consapevoli. Le priorità indicate da Anief possono essere sintetizzate così:
rafforzare l'obbligo formativo per trattenere i ragazzi nel sistema educativo;
introdurre percorsi di prevenzione su azzardo e dipendenze digitali;
valorizzare la laurea con il riscatto gratuito degli anni di studio.
Solo un intervento coordinato tra istituzioni e famiglie può ridurre il disagio giovanile e accompagnare la generazione Z verso un futuro più solido.
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