Divieto di fumo a scuola: norme e sanzioni vigenti

La normativa scolastica prevede sanzioni amministrative severe per chi ignora il divieto di fumo a scuola, inclusi cortili e aree esterne.

26 marzo 2026 10:00
Divieto di fumo a scuola: norme e sanzioni vigenti -
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Il divieto di fumo a scuola rappresenta un pilastro fondamentale della normativa scolastica per la tutela della salute degli studenti. Nonostante la chiarezza delle disposizioni legislative, si registrano ancora oggi episodi di inosservanza in cui la tolleranza del personale rischia di trasformarsi in una violazione punibile con pesanti sanzioni amministrative.

Quadro normativo sul divieto di fumo a scuola

L'attuale legislazione italiana è estremamente rigorosa riguardo al consumo di tabacco negli istituti scolastici. Il Decreto Legge 104/2013, convertito nella Legge 128/2013, ha esteso il divieto non solo ai locali interni, ma a tutte le pertinenze degli istituti. Questo include:

  • Aule e uffici amministrativi.

  • Scale antincendio e uscite di emergenza.

  • Aree all'aperto, cortili, giardini e impianti sportivi.

Tale restrizione comprende in modo esplicito anche l'utilizzo delle sigarette elettroniche. La legge mira a garantire un ambiente sano e a prevenire i rischi legati al fumo passivo in ogni spazio di pertinenza della scuola.

Sanzioni amministrative e responsabilità dei dirigenti

La violazione del divieto di fumo a scuola comporta conseguenze pecuniarie immediate. Per i trasgressori, solitamente gli studenti, l'ammenda varia da un minimo di 27,50 euro fino a un massimo di 275 euro, cifre che possono raddoppiare in circostanze specifiche.

Tuttavia, la responsabilità non ricade solo su chi fuma. Il Dirigente Scolastico ha l'obbligo di:

  1. Vigilare sull'osservanza delle norme.

  2. Nominare formalmente dei "preposti" tra il personale docente e ATA per il controllo.

  3. Segnalare le infrazioni senza alcuna discrezionalità.

Il personale incaricato della sorveglianza che ometta di far rispettare le disposizioni è soggetto a una sanzione amministrativa molto più onerosa, compresa tra 200 e 2.000 euro. È fondamentale sottolineare che i dipendenti individuati come preposti non possono rifiutare l'incarico, poiché la loro funzione è essenziale per la sicurezza e la legalità all'interno dell'istituzione.

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